Milano, il gip rinvia a giudizio i sei indagati per le Park Towers di Crescenzago
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Redazione Interno
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Passa un primo, significativo banco di prova l’inchiesta della Procura di Milano sull’urbanistica cittadina: la giudice per le indagini preliminari Alessandra Di Fazio ha disposto il rinvio a giudizio per i sei indagati coinvolti nel caso delle «Park Towers», il complesso residenziale sorto a Crescenzago al posto di due fabbricati di modeste dimensioni. Le nuove strutture, che svettano con due torri di 23 e 16 piani, un terzo edificio di 10 metri e un totale di 113 appartamenti, sono finite sotto la lente degli inquirenti per una presunta lottizzazione abusiva, realizzata – secondo l’accusa – senza i necessari titoli edificativi rilasciati dal Comune.
I pm Marina Petruzzella, Paolo Filippini e Mauro Clerici, che seguono uno dei molti filoni d’indagine legati alla gestione del territorio milanese, hanno ottenuto così un primo risultato concreto, fissando al 12 novembre l’inizio del processo. Le accuse, che includono il reato di abusivismo edilizio, riguardano un’operazione immobiliare di notevole impatto, considerata l’ubicazione all’interno del Parco Lambro e la radicale trasformazione dell’area, originariamente occupata da costruzioni di soli due piani.
Tra gli indagati figura anche Giuseppe Marinoni, già presidente della Commissione Paesaggio, accusato di corruzione, falso e induzione a concedere vantaggi illeciti. Marinoni, per il quale la procura aveva richiesto misure cautelari, ha scelto di non rispondere durante l’interrogatorio, esercitando la facoltà di non autoaccusarsi. Il suo legale, Eugenio Bono, ha presentato una memoria difensiva sostenendo l’infondatezza delle accuse: «Non esiste alcun sistema corruttivo – ha dichiarato ai giornalisti – e ogni addebito verrà confutato in dibattimento».




