Federico Pella in tribunale per l’inchiesta sulle Park Towers, sei rinviati a giudizio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’inchiesta sull’urbanistica milanese, uno dei filoni più intricati degli ultimi anni, ha registrato un passaggio cruciale con l’arrivo in tribunale di Federico Pella, manager dimissionario di J+S, per l’interrogatorio davanti al gip Alessandra Di Fazio. L’uomo, accusato di corruzione, è uno dei nomi emersi nell’ambito delle indagini che hanno portato al rinvio a giudizio di sei indagati per il caso delle «Park Towers» a Crescenzago.

Il progetto, che prevedeva la costruzione di due torri rispettivamente di 23 e 16 piani – con un terzo edificio minore – al posto di preesistenti fabbricati di soli due piani, è finito sotto la lente della Procura per presunte irregolarità. Secondo gli investigatori, si sarebbe trattato di una lottizzazione abusiva, priva dei necessari titoli edificativi rilasciati dal Comune. Oltre a 113 appartamenti, il complesso avrebbe incluso 50 box e altrettanti posti auto, numeri che hanno alimentato i sospetti su un sistema di accordi illeciti.

Tra i rinviati a giudizio, fissato per il 12 novembre, figurano l’immobiliarista Andrea Bezziccheri di Bluestone, il progettista Sergio Francesco Maria Asti, e tre ex funzionari dello Sportello Unico Edilizia del Comune: Carla Barone, Francesco Rosata e Maurizio De Luca. A loro si aggiunge Roberto Vederio, legale rappresentante della Devero Costruzioni. Le accuse spaziano dall’abuso edilizio al falso, passando per la lottizzazione illegale.

Intanto, l’ex presidente della commissione Paesaggio del Comune, Giuseppe Marinoni, ha preferito non rispondere durante l’interrogatorio, avvalendosi della facoltà di silenzio. Il suo legale ha tuttavia sottolineato che «non esiste alcun episodio corruttivo», aggiungendo che la difesa si concentrerà sulle questioni cautelari, riservandosi di replicare nel dibattimento.

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