Tancredi in tribunale per l’inchiesta urbanistica, il gip decide sugli arresti
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Redazione Interno
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Giancarlo Tancredi, ex assessore alla Rigenerazione urbana del Comune di Milano, è comparso questa mattina davanti al gip Mattia Fiorentini per l’interrogatorio nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta corruzione legata a diverse operazioni immobiliari. La Procura, che ha chiesto per lui gli arresti domiciliari, lo accusa di aver favorito alcuni imprenditori in cambio di vantaggi, in un sistema di relazioni che avrebbe distorto le procedure amministrative.
A Palazzo di Giustizia, mentre Tancredi affrontava le domande del magistrato, è giunto anche Giuseppe Marinoni, già presidente della Commissione paesaggio, il quale ha scelto di non rispondere. Tra gli altri indagati ascoltati nelle indagini preliminari c’è Andrea Bezziccheri, fondatore di Bluestone, società coinvolta in alcuni progetti al centro delle accuse.
Parallelamente, il gup Alessandra Di Fazio ha disposto il rinvio a giudizio per sei imputati nel filone relativo alle Park Towers, tre edifici residenziali previsti a Crescenzago. Per loro – tra cui l’immobiliarista Bezziccheri, il progettista Sergio Asti e tre ex funzionari comunali – le ipotesi di reato includono abuso edilizio, lottizzazione abusiva e falso. L’inchiesta, che muove da presunti illeciti nello Sportello Unico Edilizia, ha portato alla luce un sistema di accordi opachi tra privati e pubblici dipendenti, con permessi rilasciati aggirando normative urbanistiche.
Intanto, dalla politica arriva la voce di Matteo Renzi, intervenuto in un’intervista a Sky TG24: «Il garantismo non è un privilegio, ma un principio che vale per tutti. Chi è indagato ha il diritto di lavorare e va considerato innocente fino alla sentenza». Una presa di posizione che, sebbene generica, si inserisce in un dibattito sempre più acceso sul rapporto tra giustizia e attività istituzionale.




