Tancredi esce da Palazzo Marino senza chiarire sulle dimissioni, mentre l’inchiesta urbanistica scuote Milano

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Giancarlo Tancredi, assessore alla Rigenerazione Urbana del comune di Milano, ha lasciato Palazzo Marino dopo un incontro con il sindaco Giuseppe Sala, durato oltre novanta minuti. A bordo del suo scooter, ha evitato di rispondere alle domande dei giornalisti che lo attendevano all’uscita secondaria di via Case Rotte, dove si era diretto per sfuggire all’assedio dei cronisti. Le uniche parole pronunciate sono state un secco no comment riguardo alle sue eventuali dimissioni, mentre l’inchiesta sull’urbanistica milanese continua ad ampliarsi, coinvolgendo politici e lobby immobiliari.

La situazione, già tesa per le indagini in corso, si è ulteriormente complicata dopo le dichiarazioni del presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha invitato la giunta a "dimostrare di avere una maggioranza coerente sulla questione urbanistica", aggiungendo che, in caso contrario, "dovrebbe trarne le conseguenze". Un messaggio chiaro, che sembra mettere in discussione non solo la stabilità dell’esecutivo guidato da Sala, ma anche la credibilità delle politiche abitative portate avanti in questi anni.

Intanto, nel Partito Democratico, la segretaria Elly Schlein si trova costretta a rivedere la propria posizione dopo aver inizialmente difeso il sindaco. La linea del partito, influenzata dalle pressioni di Giuseppe Conte, appare sempre più frammentata, con alcuni esponenti che chiedono un distacco netto da quelle che vengono definite "politiche speculative" legate alla rigenerazione urbana. Se da un lato c’è chi insiste sulla necessità di non abbandonare Sala, dall’altro cresce la fronda di chi ritiene che il Pd debba prendere le distanze da un modello di sviluppo accusato di favorire gli interessi delle grandi immobiliari.

Mentre la magistratura prosegue le indagini, senza che al momento siano state formulate alcuna accusa ufficiale, resta il fatto che lo scandalo ha riacceso il dibattito sul rapporto tra politica e gestione del territorio. Quello che emerge è un sistema in cui le decisioni urbanistiche, spesso presentate come interventi di riqualificazione, finiscono per essere oggetto di contese tra gruppi di potere, con ricadute pesanti sulla città e sui suoi abitanti.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.