Milano, l’inchiesta urbanistica divide la giunta: Sala e Tancredi si incontrano mentre Boeri finisce nel mirino
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Redazione Interno
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L’incontro tra il sindaco Giuseppe Sala e l’assessore alla Rigenerazione Urbana Giancarlo Tancredi, durato circa novanta minuti, non ha sciolto i nodi legati all’inchiesta che scuote Palazzo Marino. Arrivato alle 14.30, Tancredi ha lasciato gli uffici due ore dopo, evitando di rispondere ai giornalisti che chiedevano conferme sulle sue eventuali dimissioni. Un silenzio che, in un clima già teso, alimenta ulteriori interrogativi sulla tenuta della giunta, mentre la magistratura indaga su presunti illeciti nel settore urbanistico.
Intanto, la parabola di Stefano Boeri – da archistar celebrata in tutto il mondo a figura travolta dalle accuse – si è improvvisamente capovolta. L’architetto del Bosco verticale, oggi direttore della Triennale, è finito nel mirino dell’inchiesta per alcune chat ritenute compromettenti. Un caso che, al di là degli sviluppi giudiziari, riaccende il dibattito sul rapporto tra politica, professionisti e appalti, un groviglio di interessi che Milano sembra incapace di districare.
Non è un mistero, del resto, che la città abbia una storia lunga e controversa con le inchieste urbanistiche. Dopo Mani pulite e la fine dell’era Formigoni, il ciclo si ripete con una regolarità quasi scontata, rivelando meccanismi che sopravvivono ai cambi di governo. E se il presidente del Senato Ignazio La Russa invita Sala a "tirare le conseguenze" se privo della maggioranza in consiglio comunale, è perché l’urbanistica milanese, da sempre terreno di scontro, torna a dividere non solo le istituzioni ma anche gli schieramenti politici.




