De Laurentiis e il Napoli rinviato a giudizio per falso in bilancio, il gup di Roma fissa l'udienza
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Redazione Sport
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Il gup di Roma ha disposto il rinvio a giudizio per il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, accusato del reato di falso in bilancio, una decisione che coinvolge, in un unico procedimento, anche il suo più stretto collaboratore Andrea Chiavelli e la società sportiva stessa. L'udienza preliminare, che ha portato a questa significativa svolta giudiziaria, si è conclusa con la fissazione del dibattimento per il 2 dicembre 2026, una data lontana ma che segna l'inizio di un cammino processuale di notevole complessità. La vicenda, che ha suscitato non poco stupore all'interno del club azzurro, si articola attorno alle scritture contabili relative a tre esercizi consecutivi, dal 2019 al 2021, e si concentra su operazioni di calciomercato di altissimo profilo, le cui valutazioni sono ora al centro delle contestazioni.
Le operazioni di mercato sotto la lente d'ingrandimento
Il nucleo dell'inchiesta, che ha condotto al rinvio a giudizio, ruota attorno a due trattative specifiche, considerate dagli inquirenti potenzialmente generative di plusvalenze artificiose. La prima riguarda l'acquisto del difensore greco Kostas Manolas dalla Roma, perfezionato nel giugno del 2019, un trasferimento che all'epoca fece molto parlare per l'ingente esborso economico. La seconda operazione, di ancor maggiore impatto tecnico e finanziario, è quella che portò a Napoli l'attaccante nigeriano Victor Osimhen, prelevato dal Lille nell'estate del 2020. I magistrati stanno esaminando le modalità con cui questi valori sono stati contabilizzati, sospettando che possano aver alterato, in maniera più o meno consistente, la veridicità dei bilanci societari.
Le reazioni e il contesto più ampio
La notizia del rinvio a giudizio ha immediatamente prodotto un'onda d'urto, generando reazioni che vanno oltre la mera sfera giudiziaria per addentrarsi in un dibattito più ampio sul sistema calcistico. Attraverso un commento su un noto social network, il giornalista Carlo Alvino di Radio CRC ha espresso una posizione netta, paragonando la situazione a quella di altri club e lanciando accuse molto dure verso quelli che ha definito "i cani da guardia del potere calcistico". Il suo intervento, che invoca provvedimenti drastici contro altre società, evidenzia come la questione delle plusvalenze, da tempo oggetto di scrutinio da parte delle autorità sportive e giudiziarie, continui a essere un tema di forte attualità e di acceso confronto.
Il percorso giudiziario che attende gli imputati
Con la decisione del giudice, il procedimento entra ora in una fase nuova e pubblica, dove l'accusa e la difesa avranno modo di confrontarsi direttamente davanti al tribunale. Il falso in bilancio, reato per il quale De Laurentiis, Chiavelli e la società dovranno rispondere, rappresenta un capo d'imputazione di seria portata, che tocca la trasparenza e la correttezza della gestione amministrativa. L'istruttoria, che ha portato al rinvio, ha evidentemente raccolto elementi ritenuti sufficienti per sostenere l'accusa in un dibattimento, il cui esito è tutto da scrivere e che si preannuncia come uno dei più seguiti negli ambienti sportivi e finanziari del paese.




