Milano, l’inchiesta sull’urbanistica tra messaggi e bonifici offshore: Sala sotto pressione
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Redazione Interno
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Mentre l’inchiesta sull’urbanistica milanese continua a scoperchiare presunti conflitti d’interessi e accordi opachi, il sindaco Giuseppe Sala si trova stretto tra le accuse dell’opposizione e le richieste di dimissioni avanzate da Matteo Salvini. A riaccendere le polemiche, un messaggio WhatsApp del 24 giugno 2024, inviato dall’allora assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi a Giuseppe Marinoni, già presidente della Commissione paesaggio di Palazzo Marino. Nel testo, Tancredi sembrava consapevole dei conflitti d’interessi che avrebbero coinvolto Marinoni, definendolo implicitamente un "procacciatore d’affari". «Sarebbe bene coinvolgere un vice, visto che tu non puoi partecipare all’esame per il conflitto», si legge nel messaggio, riferito al piano attuativo San Leonardo, progetto legato alla Diocesi nel quartiere Gallaratese.
L’indagine, che ha portato all’arresto di sei persone – tra cui Tancredi, l’imprenditore Manfredi Catella e Andrea Bezziccheri, unico finito in carcere – rischia di rallentare i maxi-progetti immobiliari che avrebbero dovuto ridisegnare il volto della città. Porta Nuova, City Life, il nuovo Palazzo della Regione in zona Isola, il Bosco Verticale e l’area Expo, già in trasformazione, potrebbero subire ritardi o modifiche negli iter autorizzativi. Un colpo d’arresto significativo per un mercato che, sotto la guida di figure come Catella – amministratore delegato di Coima, società con un portafoglio da 10 miliardi di euro – aveva attirato capitali da fondi sovrani di Singapore, Qatar e Canada.
Intanto, la magistratura sta indagando su oltre 6,5 milioni di euro in bonifici offshore, arrivati a Bluestone da un pregiudicato brianzolo, mentre Sala ha promesso un tavolo di confronto per le famiglie colpite dallo stop ai cantieri. Gli arrestati, dal canto loro, hanno annunciato ricorso al Tribunale del Riesame contro le misure cautelari decise dal gip Mattia Fiorentini.




