Femminicidio a Mesenzana, un delitto per un "gratta e vinci"
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Redazione Interno
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La quiete di Mesenzana, paese di poche anime abbarbicato nella provincia varesotta, è stata lacerata da un episodio di una violenza inaudita, che ha trasformato l'intimità domestica di una villetta bifamiliare in un luogo di tragedia. Nella serata di sabato, Renato Bianchi, settantottenne, ha posto fine alla vita della moglie ottantunenne, Mariella Chiari, colpendola ripetutamente al petto con un coltello da cucina. L'arma, secondo quanto ricostruito, è stata poi deposta sul Corpo esanime della donna, in un gesto che sigilla la drammaticità dell'accaduto, prima che l'uomo scendesse al piano inferiore, dove risiedono la figlia con la sua famiglia.
Il movente futile che spezza un'esistenza
All'origine di un gesto così estremo, le indagini coordinate dalla Procura di Varese non hanno, al momento, individuato ragioni profonde, come rancori covati nel tempo o un passato coniugale segnato da precedenti violenze. L'ipotesi investigativa, che si è andata delineando dopo l'arresto e l'interrogatorio dell'uomo, punta invece i riflettori su una lite scoppiata per motivi del tutto futili, riconducibile alla comune abitudine della coppia di acquistare i "gratta e vinci". Quel gioco, che per molti rappresenta una semplice distrazione, avrebbe innescato una discussione talmente accesa da degenerare in un esito fatale, lasciando gli investigatori di fronte all'assenza di un "perché" plausibile, se non nella banale e tragica contingenza del litigio.
Un paese sconvolto e un precedente inquietante
Lo choc per quanto accaduto si propaga per le strade di Mesenzana, un contesto dove la vita scorre normalmente con i ritmi lenti della provincia, e dove un delitto del genere appare ancora più incomprensibile. A rendere ancor più cupo il quadro, il ricordo di un altro fatto di sangue, che si consumò nella stessa via Pezza appena due anni fa, come se una sorta di maledizione avesse colpito quel tranquillo angolo di paese. La dinamica, per quanto agghiacciante, appare circoscritta e senza elementi che facciano presupporre un pericolo per l'intera collettività, la quale, tuttavia, si ritrova a fare i conti con un duplice lutto: quello per la perdita di Mariella e quello per l'immagine di una normalità infranta.
L'iter giudiziario e la custodia cautelare
Renato Bianchi, dopo essere stato formalmente arrestato, è stato trasferito nel carcere di San Vittore, dove rimarrà in attesa dello svolgimento del processo. Le indagini, che proseguono per ricostruire con precisione ogni dettaglio della vicenda, si concentrano ora sugli ultimi istanti che hanno preceduto il femminicidio, analizzando le dinamiche della lite e lo stato d'animo dell'uomo. L'omicidio, classificato come femminicidio, viene trattato dalla magistratura con la massima severità, mentre la famiglia, straziata dal dramma, deve sopportare il peso di una perdita doppia, vedendo il padre reo confesso della morte della madre.




