Aifa, il rapporto OsMed 2024: raddoppiano gli psicofarmaci per minorenni e scoppia il caso in diretta
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Redazione Interno
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In meno di un decennio, le prescrizioni di psicofarmaci a bambini e adolescenti hanno conosciuto un incremento tanto rapido quanto significativo, segnando un profondo cambiamento nell'approccio terapeutico verso le nuove generazioni. Secondo il Rapporto OsMed 2024 sull'uso dei medicinali in Italia, realizzato dall'Agenzia Italiana del Farmaco e presentato a Roma, la percentuale di minorenni che ne fa uso è più che raddoppiata, passando dallo 0,26% di appena otto anni fa allo 0,57% registrato nel 2024. Un dato, quest'ultimo, che equivale a dire che un under 18 ogni 175 ricorre a tali terapie, mentre il consumo, misurato in confezioni, è volato da 20,6 a 59,3 per mille minorenni, disegnando una curva ascendente che non può essere ignorata.
La tensione fra i vertici durante la presentazione
La platea, composta da giornalisti specializzati e dal presidente dell'Agenzia Robert Nisticò, è rimasta sorpresa quando, al termine dell'illustrazione dettagliata dei dati affidata al direttore tecnico-scientifico Pierluigi Russo e a Simona Zito, è intervenuto il direttore amministrativo Giovanni Pavesi. Quest'ultimo, dopo un iniziale "saluto al volo", ha improvvisamente deviato dal copione, avviando una critica pubblica sulla lettura del rapporto OsMed, in un fuoriprogramma trasmesso in diretta web che ha immediatamente creato imbarazzo e tensione.
I numeri della spesa farmaceutica nazionale
Il rapporto, che fotografa l'intero panorama del settore, rivela come la spesa farmaceutica totale per il 2024 abbia toccato i 37,2 miliardi di euro, segnando un +2,8% rispetto all'anno precedente. Di questa cifra, ben il 72% è stato rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale, con una spesa pubblica che si è attestata sui 26,8 miliardi, in netta crescita del 7,7%. La spesa territoriale pubblica, che include quella convenzionata e in distribuzione diretta e per conto, ha raggiunto i 13 miliardi e 700 milioni, con un aumento del 5,1% trainato soprattutto dai farmaci di classe A.
Le accuse di opacità e la reazione a caldo
Lo scontro verbale, sviluppatosi davanti a un pubblico attonito, ha visto Pavesi muovere accuse di scarsa trasparenza nella comunicazione dei dati, mentre dalla parte opposta gli è stato rimproverato di essere "inopportuno". Un episodio che, al di là delle singole posizioni, ha messo in luce le frizioni esistenti all'interno dell'organismo di controllo in un momento cruciale come la divulgazione di statistiche così delicate, le quali, peraltro, riguardano da vicino la salute di una fetta consistente della popolazione più giovane.




