Gp di Cina, le libere parlano Mercedes: Russell davanti ad Antonelli, poi le McLaren. Ferrari quinta e sesta con Leclerc e Hamilton, introdotta l’ala "Macarena"
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Redazione Sport
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L’ora di prove libere andata in scena a Shanghai, l’unica a disposizione dei team prima della qualifica sprint di questa notte, ha disegnato una prima gerarchia che porta i colori della Mercedes, con George Russell che ha fermato il cronometro sull’1’32”741 precedendo di centoventi millesimi il compagno di squadra Kimi Antonelli, a conferma di quanto di buono aveva mostrato la freccia d’argento già in Australia. La pista cinese, con le sue lunghe curve e i suoi rettilinei, sembra adattarsi alle caratteristiche delle power unit di Stoccarda, e il dato dei tempi vede le prime quattro posizioni occupate da vetture spinte dal motore Mercedes, considerando il terzo e quarto posto di Lando Norris e Oscar Piastri con la McLaren, staccati rispettivamente di cinquecentosessantacinque e settecentotrentun millesimi dalla vetta.
La Scuderia Ferrari, dal canto suo, ha chiuso la sessione con Charles Leclerc quinto e Lewis Hamilton sesto, con un ritardo che appare piuttosto consistente, superiore agli otto decimi per il monegasco e addirittura superiore al secondo e tre per il sette volte campione del mondo, il quale ha anche accusato un testacoda alla curva 9 nel corso delle verifiche iniziali. Il vero oggetto del desiderio, e al contempo il principale banco di prova per il team di Maranello, è stata però la nuova ala posteriore ribattezzata "Macarena" per via del suo movimento rotazionale, un esperimento tecnico voluto da Fred Vasseur per migliorare l’efficienza aerodinamica sul dritto che, almeno in queste prime battute, sembra aver causato qualche grattacapo di bilanciamento piuttosto che regalare il passo sperato.
L’incrocio pericoloso tra Norris e Hamilton e le difficoltà Red Bull
Non sono mancati momenti di tensione in pista, con il coinvolgimento di due piloti di primo piano quando mancava ancora più di mezz’ora al termine: alla curva 16, infatti, Lewis Hamilton e Lando Norris sono venuti a contatto, con la Ferrari numero 44 e la McLaren numero 4 che si sono toccate senza conseguenze gravi per le monoposto, ma con l’episodio che è stato prontamente segnalato dai commissari per una successiva verifica. Se il battibecco in pista tra i due non ha avuto strascichi immediati, chi invece ha visto la propria sessione terminare in anticipo è stato il debuttante Arvid Lindblad, costretto a parcheggiare la sua Racing Bulls a bordo pista per un problema tecnico che ha causato l’esposizione della bandiera rossa e una breve interruzione.
Preoccupa, se vogliamo usare questo termine, la situazione in casa Red Bull, con Max Verstappen solamente ottavo a un secondo e otto decimi dal vertice e il suo compagno Isack Hadjar tredicesimo, a testimonianza di una RB22 che sulle tortuose curve di Shanghai non è apparsa a proprio agio come ci si sarebbe potuti attendere. Bene invece Oliver Bearman, settimo con la Haas e capace di infilarsi proprio davanti all’olandese campione del mondo, mentre nelle retrovie si registrano i problemi di Carlos Sainz, limitato a soli diciotto giri per un inconveniente tecnico sulla sua Williams, e il distacco abissale di Sergio Pérez, ultimo con la Cadillac a oltre sei secondi dal leader.
Un’ala per fare la differenza: il rischio calcolato della Ferrari
L’introduzione della cosiddetta ala "Macarena" sulla SF-26 rappresenta una scommessa tecnica non indifferente per il Cavallino Rampante, considerando che il componente era stato inizialmente previsto per il debutto in Bahrain e invece è stato anticipato già su questa pista proprio per sfruttare le caratteristiche del tracciato. Il meccanismo, che impiega circa quattrocento millisecondi per passare dalla configurazione aperta a quella chiusa, ha mostrato qualche criticità nella gestione dei flussi turbolenti in percorrenza di curva, tant’è che dai box è stato raccomandato a Leclerc di anticipare la chiusura in alcuni tratti per non compromettere la stabilità del posteriore.
Resta da capire, e lo si vedrà già nelle qualifiche sprint in programma nella notte italiana, se la scelta di puntare su questa soluzione estrema pagherà in termini di riduzione della resistenza all’avanzamento sui lunghi rettilinei di Shanghai o se invece la mancanza di carico genererà un gap prestazionale insormontabile rispetto a chi, come Mercedes e McLaren, ha optato per filosofie più convenzionali ma immediatamente performanti.




