Francia, la notte della delusione. Mbappé amaro: "Errori e poca comunicazione, non siamo stati all'altezza"
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Redazione Sport
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La delusione è la parola che affiora su tutte le bocche, al termine di una semifinale mondiale che ha spento i sogni di una generazione di fenomeni.
Di Didier Deschamps, che dopo la finalina di sabato per il terzo posto lascerà la panchina della Francia dopo quattordici anni di regno, e del capitano Kylian Mbappé, il quale voleva la terza stella e la seconda coppa personale dopo quella del 2018; ma anche di tutti quei tifosi che avevano creduto ciecamente in questi Bleus, spinti giù dal piedistallo dei favoriti da una Spagna più pragmatica, cinica e complessivamente superiore in tutti i reparti.
Il blocco alto della Spagna batte il talento della Francia
Ha vinto la squadra, hanno perso i fenomeni: è questo il riassunto più crudo e fedele di una serata in cui il formidabile quartetto d'attacco transalpino è stato depotenziato dalla perfetta organizzazione di gioco degli iberici.
Ci sono voluti ottantuno minuti per cancellare lo zero nella casella dei tiri in porta, un dato statistico che pesa come un macigno sulla prestazione collettiva, perché né Mbappé, né Dembélé, né l'irriconoscibile Olise, né i subentrati Barcola o Doué sono riusciti a impensierire la retroguardia spagnola con la consueta incisività, finendo per sbattere contro un muro tattico che non lasciava spazi né per gli inserimenti né per le giocate individuali.
La differenza l'ha fatta la capacità di leggere le fasi di gioco e di compattarsi nei momenti di difficoltà, qualità che la Roja ha espresso con una maturità sorprendente, mentre dall'altra parte l'impotenza tecnica e mentale ha preso il sopravvento su ogni tentativo di ribaltare l'inerzia del match.
La furia di Deschamps e le scelte arbitrali
Al termine della gara, il tecnico uscente Didier Deschamps ha sfogato tutta la propria frustrazione in conferenza stampa, puntando il dito contro il direttore di gara, il salvadoregno Barton, autore secondo il selezionatore di diverse decisioni discutibili. "Vi faccio una domanda: per voi questo arbitro è al livello di una semifinale di un Mondiale?", ha tuonato il commissario tecnico, aggiungendo che "non è la prima volta" che episodi del genere si ripetono ai danni della sua squadra.
Eppure, a un'analisi più fredda delle azioni contestate, emerge come nessuna delle scelte arbitrali abbia realmente condizionato l'esito finale, considerando che il calcio di rigore che ha sbloccato il punteggio è scaturito da una grossa ingenuità di Lucas Digne, il quale ha colpito con un calcio netto Lamine Yamal, bravissimo ad anticiparlo sul tempo e a cercare il contatto in area di rigore.
L'amarezza del capitano Mbappé
Il capitano Kylian Mbappé, visibilmente scosco al fischio finale, ha provato a mettere da parte la delusione personale per assumersi le proprie responsabilità, parlando di errori e di una mancanza di comunicazione che hanno compromesso la fluidità del gioco offensivo. "Non siamo stati all'altezza della situazione, abbiamo sbagliato troppi passaggi e non siamo riusciti a trovare gli spazi giusti per far male alla loro difesa", ha dichiarato l'attaccante, riconoscendo la superiorità di un avversario che ha saputo leggere meglio ogni singolo momento della partita.
Le sue parole, intrise di un rammarico profondo, hanno fotografato lo stato d'animo di un gruppo che si era presentato all'appuntamento con l'obiettivo di conquistare la seconda coppa del mondo consecutiva, salvo poi scontrarsi con una realtà fatta di limiti tattici e di un gioco corale che ha prevalso sull'estro individuale dei singoli.
La festa spagnola e la Viking Row in salsa latina
Che festa per gli spagnoli, invece, che possono già assaporare l'aria del secondo titolo mondiale a una sola vittoria di distanza, con i festeggiamenti che si sono protratti per tutta la notte nella capitale iberica, dove migliaia di tifosi hanno invaso le piazze per celebrare il passaggio del turno. "Ora ci serve il secondo!", ha gridato un sostenitore tra la folla, mentre la squadra di Luis de la Fuente continua a macinare record e a incantare con un calcio fatto di possesso palla, pressing alto e transizioni rapide, un mix che ha messo in difficoltà anche le difese più attrezzate del torneo.
La cosiddetta Viking Row, il celebre gruppo di sostenitori norvegesi che aveva trovato un'insolita sintonia con i tifosi spagnoli, ha contagiato l'ambiente con i suoi cori, contribuendo a creare un'atmosfera surreale e travolgente che ha reso ancora più amara la serata per i francesi.




