Gli aeroporti italiani volano, superati i 229 milioni di passeggeri nel 2025
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Il sistema aeroportuale nazionale, dopo gli anni difficili seguiti alla pandemia, non solo ha recuperato pienamente il terreno perduto ma ha stabilmente oltrepassato ogni precedente soglia, come dimostrano i dati ufficiali resi noti dall'Enac. L'ente, analizzando i flussi dell'anno appena concluso, ha infatti certificato il transito di oltre 229 milioni di passeggeri, una cifra che, se confrontata con quella del 2024, segna un ulteriore incremento del 5% e che, ancor più significativamente, raddoppia esattamente il volume di traffico registrato appena vent'anni fa, quando i viaggiatori furono poco più di 113 milioni. Una crescita così marcata e costante, che Pierluigi Di Palma, presidente dell'Enac, non ha esitato a definire "un segnale forte e inequivocabile della definitiva ripresa del settore", sottolineando come il trasporto aereo si confermi un asset irrinunciabile per la connettività e la competitività economica del Paese.
Il motore dei cosiddetti scali minori
Se il dato aggregato racconta di un comparto in piena salute, è però guardando alla geografia dei traffici che emerge un dinamismo ancor più articolato, trainato in maniera decisiva dall'espansione delle compagnie aeree low-cost e da una domanda di mobilità sempre più destagionalizzata. Gli aeroporti minori, quelli cioè non di prima grandezza, hanno conosciuto infatti una vera e propria rinascita, attirando nuovi vettori e aprendo rotte che hanno alleggerito la pressione sui grandi hub e al contempo distribuito i benefici del turismo, non più concentrato solo nei periodi canonici, su un territorio più ampio. Questo fenomeno, del resto, ha contribuito a ridisegnare le gerarchie del sistema, creando nuovi poli di attrazione e offrendo ai passeggeri una gamma di scelte più variegata e spesso più conveniente.
Napoli si consolida tra le capitali del cielo
In questo panorama in fermento, un caso emblematico è rappresentato dall'aeroporto di Capodichino, che con i suoi oltre 13 milioni di passeggeri movimentati nel 2025 si è issato saldamente nel novero dei big nazionali. Lo scalo napoletano, sostenuto da un'offerta di voli ormai ampia e diversificata, ha saputo capitalizzare la sua posizione strategica nel Mediterraneo e l'attrattiva incessante della sua città, consolidando un ruolo che va ben oltre quello del semplice terminal regionale. "Napoli è una delle capitali del cielo", si afferma con convinzione, e i numeri, del resto, non lasciano spazio a dubbi, raccontando di un traffico in continua crescita alimentato tanto dal turismo quanto da un tessuto economico in movimento.
Una leva strategica per il futuro
Oltre l'inevitabile enfasi sui record numerici, che pure restano il termometro più immediato della vitalità del settore, il presidente di Assaeroporti Carlo Borgomeo ha rimarcato come il traguardo dei 230 milioni di passeggeri rappresenti soprattutto la conferma di una "leva strategica per l'economia nazionale". Il trasporto aereo, nella visione degli operatori, non si limita a trasferire persone da un punto all'altro del globo, ma sostiene in maniera tangibile il turismo e gli affari, favorendo gli scambi internazionali e accelerando, al tempo stesso, la transizione verso modelli di mobilità che dovranno essere necessariamente più innovativi e attenti alla sostenibilità ambientale. Una sfida complessa, questa, che il settore si trova già ad affrontare mentre continua a correre sui binari, o meglio sulle piste, di una crescita che sembra non conoscere soste.




