Roma, paura alla Caffarella: il barbecue di un primo maggio divampa tra le sterpaglie
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Redazione Interno
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Era il pomeriggio di un primo maggio che, come da tradizione, trasforma i polmoni verdi della capitale in enormi sale da pranzo all’aperto. E proprio nel cuore del parco della Caffarella, mentre l’aria si riempiva dell’odore della grigliata mista e del vino versato nei bicchieri di plastica, un crepitio sinistro ha cominciato a sovrapporsi alle risate e alla musica portatile. Le prime fiamme, secondo le ricostruzioni iniziali, sarebbero nate da un barbecue sfuggito al controllo di chi lo stava utilizzando: forse per distrazione o forse per scarsa perizia, le scintille hanno trovato un alleato micidiale nei rami secchi e nelle sterpaglie che ricoprivano il terreno, trasformando un attimo di leggerezza in un pericolo concreto per le decine di famiglie accampate sui prati.
Il fuggi fuggi generale e l’arrivo dei pompieri
Non appena le fiamme hanno iniziato a divampare, alimentate da un vento che soffiava insistente sulla città, il picnic si è trasformato in un fuggi fuggi disordinato. Gruppi di amici e nuclei familiari, quelli che fino a pochi minuti prima si scambiavano cibo e chiacchiere, hanno abbandonato coperte e cestini per mettersi al riparo. Qualcuno ha chiamato i soccorsi, e i vigili del fuoco sono intervenuti con diverse squadre per contenere il rogo, impedendo che si estendesse ad altre aree del parco. Non si registrano, per fortuna, persone ferite: l’allarme, però, è stato tale da spingere decine di gitanti a cercare rifugio verso i viali più larghi e lontani dal fronte dell’incendio.
Un rogo che poteva trasformarsi in tragedia
Quello che i soccorritori hanno trovato, giungendo sul posto, era un quadro già compromesso: le sterpaglie secche – e ve n’erano parecchie, complice la primavera ancora scarsa di piogge – hanno agito come esca perfetta, e le scintille partite dalla brace mal gestita hanno fatto il resto. Il vento, poi, ha spinto il fuoco in diverse direzioni, rendendo più complesso il lavoro delle squadre. La paura, a voler essere sinceri, è stata tanta: in un’area gremita di persone, dove bambini giocavano a palla e anziani cercavano l’ombra dei pini, un incendio di queste dimensioni avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. Le indagini, se così si possono chiamare le verifiche dei tecnici, si concentrano ora sulla dinamica esatta: manufatto difettoso o semplice negligenza?
La Caffarella e il rischio sottovalutato delle fiamme libere
Non è la prima volta che un gesto apparentemente innocuo come accendere un fuoco per cuocere la carne rischia di trasformarsi in un disastro annunciato. Il parco della Caffarella, uno dei polmoni verdi più amati dai romani, è costellato di zone dove la vegetazione secca si accumula facilmente, e l’assenza di manutenzione in alcuni tratti non aiuta. Chi ha assistito alla scena racconta di fiamme alte diversi metri, subito circoscritte ma sufficienti a mandare in tilt una giornata di festa. Nessun provvedimento immediato è stato comunicato dalle autorità locali, se non la constatazione, quasi banale, che l’uso del barbecue andrebbe sempre monitorato con attenzione. Per i tanti che ieri hanno scelto la Caffarella come meta del primo maggio, il ricordo resterà a lungo legato a quel fumo nero che ha offuscato, per qualche ora, l’idea spensierata della scampagnata.




