Haiti in crisi, il signore della guerra El Barbecue aspira al potere

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Haiti è un Paese sull'orlo di una nuova crisi politica e umanitaria. Solo due giorni fa, il primo ministro Ariel Henry ha accettato di farsi da parte per dare spazio a una transizione di governo. Questo cambio di potere è stato richiesto dai capibanda haitiani, che avevano chiesto la partenza del leader. Henry era rimasto al potere dal 2021, quando il presidente Jovenel Moise era stato assassinato.

La violenza dilaga

La violenza è all'ordine del giorno in Haiti, con scontri tra bande e violenze che mettono a rischio oltre un milione di bambini, pari a un quarto del totale della popolazione infantile. Questi bambini vivono in aree controllate dai gruppi armati e sono intrappolati nel Paese. Le loro famiglie sono rimaste senza cibo né servizi vitali. Lo stato di emergenza è stato dichiarato fino al 3 Aprile in tutto il Paese.

Situazione critica a Port-au-Prince

La situazione è particolarmente drammatica nella capitale, Port-au-Prince, dove i gruppi di bande criminali ora controllano circa il 90% della città. Altre aree urbane si sono trasformate in veri e propri "campi di battaglia".

I tre uomini chiave per la transizione

Ci sono tre uomini che detengono il futuro di Haiti. Questi tre leader, diversi per ruolo e peso politico, stanno lavorando con le lobby dei grandi commercianti e i deputati in Parlamento. Stanno trattando la formazione del Comitato politico di transizione, composto da sette membri e altri due esterni con diritto di voto, che sostituirà il presidente Ariel Henry, dimissionario. Tra questi tre uomini c'è "El Barbecue", il signore della guerra di Haiti che aspira a diventare leader.

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