Haiti in crisi, emergenza umanitaria e caos nelle strade
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Redazione Esteri
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La situazione in Haiti continua a essere altamente instabile. Dopo l'escalation di violenza scoppiata all'inizio di marzo, che ha portato alle dimissioni del primo ministro Ariel Henry, le bande criminali hanno preso il controllo delle strade della capitale, trasformando l'isola in una bomba a orologeria.
Il fallimento del primo ministro
Ariel Henry, primo ministro dal 2021, non è riuscito a portare stabilità nel paese, nonostante le promesse incoraggianti che avevano seguito il suo insediamento. La crisi profonda che attanaglia Haiti è ormai descritta come un "totale collasso istituzionale", con il paese raffigurato come una nave alla deriva senza comandante.
L'opera della Fondazione Avsi
In questo scenario tragico, in cui metà della popolazione non riesce ad alimentarsi degnamente e vede nell'emigrazione l'unica speranza, opera da 25 anni la Fondazione Avsi. Questa organizzazione della società civile, con quartier generale a Milano, rappresenta una luce nel buio per la popolazione haitiana.
Fuga da Port au Prince
Dall'8 al 14 marzo, quasi 17.000 persone hanno abbandonato Port au Prince, la capitale di Haiti, a causa della violenza persistente e di un aumento degli attacchi armati. L'Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim) ha avviato un monitoraggio sul terreno a partire dai terminal degli autobus della capitale haitiana, registrando un flusso di fuggitivi senza precedenti.
La situazione ad Haiti è critica e richiede un intervento immediato della comunità internazionale. La Fondazione Avsi continua il suo lavoro sul campo, ma serve un impegno più ampio per risolvere la crisi.




