Haiti, un Paese fantasma in preda al caos
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Redazione Esteri
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Haiti, un tempo vibrante di vita, è oggi un Paese fantasma. Le strade sono diventate luoghi di morte e disperazione, con corpi abbandonati al sole e maiali affamati che si accalcano intorno a un cadavere di un ragazzo disabile. Spari, voci di donne disperate e il pianto dei bambini sono le uniche voci che si levano in questa terra di nessuno.
Il dominio delle bande criminali
Le bande criminali impongono la loro legge con il mitra, padroneggiando la capitale. Le istituzioni, già deboli a causa delle catastrofi naturali e della violenza nelle strade, sono praticamente inesistenti. Haiti è diventata una terra senza legge, dove la vita umana sembra aver perso ogni valore.
Il Primo Ministro si dimette
Il Primo Ministro e Presidente ad interim Ariel Henry ha accettato di dimettersi, dopo i violenti scontri di questi giorni. Haiti, il piccolo stato caraibico, è sull'orlo del collasso totale. I gruppi criminali, che fino a poco tempo fa si combattevano per il controllo del territorio, sembrano ora aver trovato un tacito accordo: unirsi per rovesciare il governo. Questa decisione è stata presa in seguito alle dichiarazioni di Henry, che ha annunciato le elezioni per il 2025 durante un viaggio in Kenya.
L'ONU evacua il personale non essenziale
A causa della violenza delle bande, le Nazioni Unite hanno deciso di evacuare il personale non essenziale da Haiti. Questa decisione, annunciata da un portavoce dell'ONU, sottolinea la gravità della situazione nel Paese caraibico, che sembra precipitare sempre più nel caos.




