Haiti nelle mani delle gang: il caos continua nonostante il nuovo Consiglio
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
La speranza che l'accordo sulla creazione di un consiglio presidenziale di transizione ad Haiti, annunciato recentemente in Giamaica dopo le dimissioni di Ariel Henry, potesse riportare la calma nel paese, si è rivelata vana. Jimmy “Barbecue” Cherizier, il potente capo della coalizione di bande criminali “Viv Ansanm”, ha subito dissipato ogni illusione.
Il rifiuto di Cherizier
Cherizier ha dichiarato che la coalizione «non riconoscerà alcun governo risultante» dalle riunioni tenute in sede Caricom (la Comunità caraibica), sostenendo che «è responsabilità del popolo haitiano scegliere i leader che governeranno il paese». Questo ex poliziotto, ora a capo di nove gang criminali, è accusato di uno dei peggiori eccidi nelle bidonville di Port-au-Prince ed è attualmente l'uomo più potente e temuto di Haiti.
Il piano Usa respinto
Cherizier ha respinto il piano Usa per porre fine al caos nel Paese e ha dichiarato di voler liberare la sua terra “dai politici tradizionali e dagli oligarchi corrotti”.
L'appello della Fondazione Rava
Maria Vittoria Rava, presidente della Fondazione Rava, ha lanciato un appello: «Medici e infermieri coraggiosissimi chiedono sostegno».
La situazione attuale
La tensione ad Haiti resta altissima. Il paese è sempre più instabile e pericoloso, in gran parte controllato dalle bande militari, che hanno ottenuto le dimissioni del premier ad interim Ariel Heny ma rifiutano il piano di transizione proposto da nazioni caraibiche e Usa.




