Haiti nel caos, il leader delle bande armate minaccia guerra civile

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Haiti è attualmente immersa nel caos. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha convocato una riunione d'emergenza in seguito all'esplosione di violenza tra le bande sull'isola, che ha culminato con un attacco alla prigione principale e la conseguente evasione di quasi quattromila detenuti.

La rivolta a Port-au-Prince

La rivolta a Port-au-Prince è scoppiata quando il primo ministro Ariel Henry si è recato a Nairobi per discutere l'invio ad Haiti di una forza di sicurezza multinazionale guidata dal Kenya. Questa mossa è stata interpretata come un tentativo di rovesciare il governo, già indebolito.

L'ultimatum delle gang

Le gang di Haiti hanno lanciato un ultimatum: "Henry deve lasciare o qui ci sarà guerra". Nonostante ciò, non chiedono esplicitamente le dimissioni di Ariel Henry, ma piuttosto un'accelerazione della transizione verso una struttura di governo inclusiva che prepari il Paese alla missione di supporto multilaterale.

Il ritorno di Henry

Nella notte tra martedì e mercoledì, Henry ha cercato di rientrare ad Haiti. Con l'aeroporto di Port-au-Prince circondato dalle gang, il piano era atterrare nella Repubblica Dominicana e attraversare la frontiera.

Il capo delle gang

Jimmy Chérizier, un ex agente di polizia d’élite che ora guida una federazione di gang, ha ribadito martedì il suo obiettivo di forzare le dimissioni del premier di Haiti, Ariel Henry. “Il nostro obiettivo è rompere il sistema”, ha detto Chérizier, noto come 'Barbecue', durante una conferenza stampa improvvisata in uno slum della capitale haitiana, Port-au-Prince.

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