Gianni Morandi al Forum, tra ‘Monghidoro’, Jovanotti e l’abbraccio di Sal Da Vinci
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Se c’è un filo conduttore che lega le generazioni – e lo si è visto chiaramente nella tappa milanese del “C’era un ragazzo tour 2026 – Gianni Morandi story” – è la capacità di trasformare un concerto in un racconto collettivo. Sul palco dell’Unipol Forum, andato completamente sold out il 17 aprile scorso, il cantante di Monghidoro non si è limitato a eseguire una sequenza di successi, ma ha piuttosto costruito un viaggio cronologico e sentimentale lungo sessant’anni di musica italiana. L’apertura con “C’era un ragazzo” – quel brano scritto nel lontano 1966 da Franco Migliacci e Mauro Lusini che denunciava l’assurdità della guerra in Vietnam – ha assunto ieri come oggi una risonanza drammaticamente attuale, un filo che Morandi ha tenuto ben saldo per tutta la durata dello spettacolo, intervallando le canzoni con aneddoti e riflessioni senza mai scivolare nella retorica facile.
L’architettura musicale e il peso delle parole
La scaletta, ricchissima e variegata, ha accompagnato il pubblico in un crescendo emotivo preciso: dal simbolo della quercia come metafora del futuro fino all’omaggio commosso all’amico fraterno Lucio Dalla, rievocato attraverso le note di “Futura” e “Piazza Grande”. Morandi, in questo senso, non si è limitato a fare il cantante, ma ha agito da narratore, spiegando prima di intonare “Vita” cosa rappresentasse Dalla per lui: un’amicizia fatta di follia, complicità e sana rivalità bolognese. A impreziosire ulteriormente la serata milanese – come del resto è accaduto in altre tappe del tour – ci hanno pensato due ospiti a sorpresa. Lorenzo Jovanotti, che del resto ha scritto per Morandi il brano “Monghidoro” (un pezzo che è un’autobiografia musicale del paese natale dell’artista), e il giovane trapper Tredici Pietro, la cui presenza ha sancito il ponte generazionale che questo tour cerca di costruire. Se Jovanotti ha portato la sua consueta energia solare, Tredici Pietro ha rappresentato invece la curiosità delle nuove generazioni verso un patrimonio musicale che, evidentemente, parla ancora un linguaggio universale.
La sorpresa capitolina e il passaggio di testimone
Se Milano ha avuto i suoi momenti clou, a Roma – dove Morandi si è esibito il 21 aprile al Palazzo dello Sport – la tensione è salita ulteriormente per un duetto del tutto inaspettato. A interrompere la scaletta classica (che prevedeva l’ormai collaudato mix di “Occhi di ragazza”, “Se perdo anche te” e il medley travolgente degli anni Sessanta) è arrivato sul palco Sal Da Vinci. Reduce dalla vittoria all’ultimo Festival di Sanremo e ormai a pochi giorni dalla finale dell’Eurovision Song Contest in programma a Vienna dal 12 al 16 maggio, il cantante napoletano ha prima regalato al pubblico una versione intensa di “Per sempre sì”, per poi unirsi a Morandi sulle note di uno dei suoi più grandi successi. Un momento, questo, che ha trasformato il Palazzo dello Sport in una bolgia, con il pubblico romano che ha applaudito non solo l’eterno ragazzo di Monghidoro, ma anche il suo erede ideale in quella competizione europea che lo attende a breve.
Un abbraccio prima della partenza per Vienna
L’abbraccio tra i due artisti, ripreso e diffuso dai programmi televisivi come “Vita in diretta”, ha avuto il sapore di un vero e proprio passaggio di testimone generazionale, seppur carico di affetto sincero. Morandi, visibilmente compiaciuto, ha voluto spendere parole importanti per il giovane collega (che tra l’altro ha dovuto raggiungere Roma facendo la spola con le prove viennesi), augurandogli il meglio per la kermesse europea: un gesto che ha chiuso il cerchio di una serata fatta di ospitate a sorpresa e grande partecipazione. Da Milano a Roma, dunque, la struttura del concerto si conferma come una macchina drammaturgica perfetta: l’apertura con la guerra e la speranza (la quercia), il cuore pulsante dell’amicizia (Dalla), il presente rappresentato dagli ospiti (Jovanotti, Tredici Pietro e Sal Da Vinci) e la chiusura festosa con “Banane e lampone”. Un meccanismo collaudato che, a giudicare dal tutto esaurito registrato in entrambe le città, continua a funzionare perfettamente.




