Italiani indebitati con il fisco: oltre 22 milioni di contribuenti in mora, mentre le rottamazioni lasciano un buco da 63 miliardi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Oltre 22 milioni di italiani, quasi un terzo della popolazione, hanno debiti con l’Agenzia delle Entrate, e tra questi, l’80% risulta recidivo negli ultimi tre anni. A tracciare il quadro è stato Vincenzo Carbone, direttore dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, durante un’audizione al Senato, dove ha evidenziato un ammontare complessivo di crediti non riscossi pari a circa 1.300 miliardi di euro, di cui il 40% è ormai considerato difficilmente recuperabile.
Le rottamazioni delle cartelle esattoriali, introdotte a partire dal 2016, avrebbero dovuto alleggerire il peso del debito fiscale, ma i risultati appaiono controversi. Le quattro edizioni finora realizzate hanno coinvolto debiti per 161,7 miliardi di euro, ridotti a 111,2 miliardi grazie alla cancellazione di sanzioni e interessi, con uno sconto implicito del 31,2%. Eppure, nonostante questa "definizione agevolata" – come viene definita in gergo tecnico – il sistema ha lasciato un buco di 63 miliardi, pari al 57% del totale.
Il magazzino dei crediti dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione continua a gonfiarsi, con 173 milioni di cartelle esattoriali ancora aperte, relative a 21,8 milioni di contribuenti, per un valore complessivo di 1.272 miliardi. Numeri che fanno riflettere sull’efficacia delle misure adottate finora e che riaccendono il dibattito su possibili interventi più radicali, incluso un condono per i debiti più difficili da recuperare.




