Aereo si schianta in Russia: nessun sopravvissuto tra i 50 a bordo, cinque erano bambini
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Redazione Esteri
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Un Antonov An-24, operato dalla compagnia siberiana Angara, è precipitato giovedì nei pressi di Tynda, nell’estremo oriente russo, causando la morte di tutte le persone a bordo. L’aereo, costruito nel 1976 e partito da Blagoveshchensk, trasportava 42 passeggeri – tra cui cinque minori – e sei membri dell’equipaggio. Il relitto, avvolto dalle fiamme, è stato individuato su una collina a una quindicina di chilometri dalla destinazione prevista, in un’area ricoperta da fitta vegetazione.
Le autorità locali hanno diffuso immagini e un video che mostrano i rottami sparsi tra gli alberi, con colonne di fumo ancora visibili nonostante le operazioni di spegnimento. "Non ci sono sopravvissuti", ha confermato il governatore della regione dell’Amur, Vasily Orlov, dopo che i soccorsi – ostacolati dalla posizione remota – hanno raggiunto il sito dell’impatto con diverse ore di ritardo. L’elicottero inviato per la ricognizione iniziale aveva permesso di localizzare la zona, resa quasi inaccessibile dalla conformazione del terreno.
L’Antonov, scomparso dai radar durante la fase di avvicinamento all’aeroporto di Tynda, era impegnato in una tratta interna frequente in quelle aree scarsamente collegate. L’ufficio del procuratore per i trasporti ha già avviato un’inchiesta, mentre i tecnici esamineranno i dati della scatola nera per stabilire le cause del disastro. L’età del velivolo, che aveva quasi cinquant’anni di servizio, solleva interrogativi sulla manutenzione, sebbene non vi siano ancora elementi per escludere fattori meteorologici o errori umani.




