L'Italia vara la sua legge sull'intelligenza artificiale, un caso unico in Europa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge che introduce per la prima volta nel nostro ordinamento una disciplina organica per l’intelligenza artificiale. Il provvedimento, che recepisce con notevoli anticipazioni e adattamenti il regolamento europeo IA Act del 2024, si propone di governare l’innovazione tecnologica bilanciandola con tutele rigorose, in particolare nei settori più sensibili come quello sanitario.

Tra le novità di maggior rilievo, il testo – fortemente voluto dal governo di Giorgia Meloni e dal ministro della Giustizia Carlo Nordio – stabilisce norme precise per l’impiego etico degli algoritmi nella diagnosi e nella cura dei pazienti, mirando a scongiurare possibili discriminazioni e a proteggere i diritti fondamentali. Viene inoltre semplificato l’utilizzo dei dati, anonimizzati, a fini di ricerca scientifica e viene istituita una piattaforma nazionale dedicata, che sarà integrata con il sistema del Fascicolo Sanitario Elettronico.

La scelta italiana, definibile come un chiaro esempio di "gold plating" per l’aggiunta di prescrizioni più stringenti rispetto alla cornice comunitaria, è stata accolta con qualche perplessità a Bruxelles, dove si temono potenziali ostacoli al mercato unico. Tuttavia, Roma difende la mossa come necessaria per creare un ambiente sicuro e favorire uno sviluppo responsabile dell’IA, posizione che colloca il paese in una posizione di avanguardia, seppur discussa, nel panorama continentale.

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