Xbox, i tagli al personale alimentano incertezza e paura negli studi
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Redazione Scienza e Tecnologia
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I primi 1.600 licenziamenti che hanno colpito la divisione gaming di Microsoft hanno segnato l'inizio di una fase di profonda turbolenza per Xbox, ma il peggio, per i dipendenti, deve ancora arrivare. Il piano di ristrutturazione annunciato dalla nuova amministratrice delegata Asha Sharma prevede infatti un'altra ondata di esoneri, altrettanto massiccia, che porterà il numero complessivo di posti di lavoro eliminati a circa 3.200 unità, pari al 20% dell'intero organico.
Una prospettiva, questa, che sta gettando nello sconforto e nell'ansia migliaia di lavoratori, i quali si trovano a convivere con l'incertezza riguardo ai reparti e ai team che saranno coinvolti nelle prossime fasi del piano.
Un clima di crescente tensione
A distanza di quasi una settimana dall'annuncio ufficiale, il clima all'interno degli Xbox Studios è tutt'altro che sereno. Secondo quanto riportato dal noto giornalista e insider Jason Schreier sulle pagine di Bloomberg, la consapevolezza che un secondo giro di tagli è già stato pianificato e si concretizzerà entro la fine dell'anno fiscale 2027 sta alimentando un forte stato di nervosismo tra i dipendenti rimasti.
L'assenza di indicazioni precise su quando e come questi nuovi licenziamenti avverranno sta generando un senso di precarietà diffuso, con molti lavoratori che temono per il proprio futuro e descrivono un ambiente in cui "nessuno può sentirsi al sicuro". Il timore è che i prossimi mesi possano riservare ulteriori, dolorose sorprese, in un quadro che appare già profondamente segnato dalla prima, traumatica ondata di esoneri.
Le ragioni di una ristrutturazione epocale
La decisione di procedere con una riduzione del personale così drastica arriva in un momento di particolare complessità per il brand Xbox, nonostante le ingenti risorse investite da Microsoft nel settore videoludico. La mega-acquisizione di Activision Blizzard, conclusasi nel 2024 per un totale di circa 70 miliardi di dollari, avviata già nel 2021, rappresenta la mossa più eclatante di una strategia che negli ultimi dieci anni ha visto la compagnia di Redmond mettere a segno diverse operazioni di compravendita di studi e proprietà intellettuali.
Tuttavia, nonostante questi ingenti investimenti, la piattaforma Xbox sta attraversando un periodo di evidenti difficoltà, come sottolineato da diverse voci del settore, con le vendite di hardware in calo in mercati chiave come l'Europa e con alcuni publisher third-party che hanno addirittura messo in dubbio la convenienza di continuare a supportare le console Microsoft.
In questo contesto, la nuova leadership di Asha Sharma ha optato per una profonda ristrutturazione, mirata a rimodellare l'assetto di una divisione che, nonostante le acquisizioni, fatica a trovare un equilibrio economico e strategico.
Il peso dell'incertezza sul futuro
La comunicazione di un piano di tagli così ampio e dilazionato nel tempo sta quindi producendo un effetto paralizzante sulla forza lavoro, minando il morale e la produttività. Le testimonianze raccolte dipingono il ritratto di un'azienda divisa tra la necessità di portare avanti i progetti in corso e l'angoscia per un futuro lavorativo divenuto improvvisamente incerto. La frase "Non so come chiunque sia rimasto negli Xbox Studios possa sentirsi al sicuro", pronunciata da un dipendente, riassume efficacemente lo stato d'animo generale.
La mancanza di chiarezza sui prossimi passi del piano di ristrutturazione lascia i lavoratori in una sorta di limbo, in attesa di scoprire quali saranno i prossimi studi o reparti a fare i conti con la scure dei licenziamenti, in un clima di crescente paura e frustrazione che rischia di compromettere ulteriormente il futuro della divisione gaming di Microsoft.




