Fincantieri potenzia la cyber resilienza della Marina Militare con un nuovo contratto
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Redazione Economia
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Attraverso e-phors, società del ramo tecnologico NexTech, Fincantieri ha sottoscritto una nuova commessa con la Marina Militare italiana, un accordo che punta a rafforzare, in maniera sostanziale, le difese digitali delle unità navali. L’obiettivo, come precisato dal gruppo guidato da Pierroberto Folgiero, è implementare un programma specifico per dotare le piattaforme di una soluzione integrata di monitoraggio e contrasto alle minacce informatiche, concentrandosi in particolare sulla rete Ship Management System di bordo, elemento nevralgico per la gestione tecnica della nave. Questo intervento, che si inserisce in un contesto strategico di crescente attenzione alla sicurezza cibernetica in ambito marittimo, mira a elevare il livello di protezione delle infrastrutture digitali, garantendo al contempo una maggiore sicurezza durante lo svolgimento delle operazioni in mare.
Il cuore tecnico dell’intervento sulla sicurezza
Il contratto siglato prevede l’adozione di misure tecniche avanzate per la cosiddetta cyber resilienza, un concetto che va oltre la semplice protezione passiva e include la capacità di un sistema di resistere, assorbire e ripristinare le proprie funzioni in seguito a un attacco. La soluzione integrata su cui lavorerà e-phors sarà focalizzata sul costante scrutinio della rete SMS, quella che coordina e monitora i principali sistemi di bordo, dalla propulsione alla logistica. Si tratta di un’operazione delicata, poiché la protezione di reti così critiche, senza interferire con le operazioni quotidiane, richiede competenze specializzate e una profonda conoscenza dell’ecosistema navale, sia sotto il profilo ingegneristico che informatico.
Un quadro strategico in evoluzione
Questa commessa, stando a quanto trapelato, sembra collegarsi al programma “cyber defence in ambiente maritime”, apparso per la prima volta nel Documento Programmatico Pluriennale della Difesa per il triennio 2024-2026. Tale riferimento indicherebbe come l’iniziativa non sia un episodio isolato, bensì parte di uno sforzo pianificato e di più ampio respiro per adeguare le capacità difensive della flotta alle nuove sfide del dominio digitale. In un’epoca in cui le minacce ibride e asimmetriche sono all’ordine del giorno, la protezione delle reti di comando e controllo diventa una priorità assoluta, al pari della protezione fisica dello scafo, poiché una vulnerabilità informatica potrebbe compromettere l’integrità stessa dell’unità e l’esito di una missione.
Il valore per il gruppo e il settore della difesa
Per Fincantieri, questo accordo rappresenta un significativo riconoscimento delle competenze sviluppate nel campo dell’alta tecnologia e della sicurezza informatica attraverso il suo braccio NexTech. Consolidare il ruolo di fornitore strategico per la Marina non solo in ambito cantieristico ma anche in quello cyber segna un’evoluzione importante nel portafoglio business del gruppo. Gli analisti, del resto, hanno già giudicato equa la valutazione del Titolo, leggendo in operazioni di questo tipo un passo coerente con la trasformazione dell’azienda verso servizi a maggior valore aggiunto. La difesa cibernetica, d’altronde, è diventata un capitolo indispensabile nei bilanci della difesa di molti paesi, inclusa l’Italia, e posizionarsi come attore di riferimento in questa nicchia offre prospettive di crescita duratura.




