Gasp, Massara e Ranieri: a Trigoria è guerra aperta
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Redazione Sport
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Il fenomeno delle radio romane, una pluralità di stazioni che funge da piattaforma per giornalisti, ex calciatori e opinionisti, restituisce senza filtri il polverone che si è alzato a Trigoria. La vittoria per 1-0 contro il Lecce, seppur utile a frenare un’emorragia di punti e a tenere vive le speranze di un quarto posto che varrebbe la qualificazione in Champions League, non ha certo ricucito gli strappi. Anzi, ha semplicemente offerto il palcoscenico per una nuova, plateale dimostrazione di distanza tra l’allenatore, Gian Piero Gasperini, e la dirigenza.
A far rumore, nel post-partita, è stato il silenzio del tecnico. Ufficialmente, la scelta di non presentarsi davanti ai microfoni delle emittenti televisive né in conferenza stampa è stata motivata con un abbassamento di voce, una scusa che, per chi conosce gli ambienti del calcio, ha il sapore di un gesto politico più che di una necessità fisica. Nello spogliatoio, invece, secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, i toni si sarebbero fatti ben più che udibili, a testimonianza di una tensione che cova sotto la cenere da settimane. A parlare, al suo posto, ci ha pensato il direttore sportivo Frederic Massara, ma le sue parole – peraltro concentrate sul rammarico per una serie di infortuni concentrati nel reparto offensivo – sono state mal digerite dall’ambiente, apparendo come un tentativo di spostare il baricentro delle responsabilità.
Le fratture nella triade e il ruolo dei Friedkin
Quella che doveva essere un’alleanza solida, un mescolare l’esperienza di Gasperini con quella di Massara e del senior advisor Claudio Ranieri, si è rivelata una miscela esplosiva. Le divergenze, emerse con chiarezza dopo l’eliminazione dall’Europa League per mano del Bologna, sono ormai sotto gli occhi di tutti e coinvolgono diversi aspetti della gestione. Il mercato, innanzitutto: secondo indiscrezioni, il tecnico avrebbe mal digerito l’arrivo di profili considerati ancora acerbi (alla Vaz, per intenderci) in un momento in cui chiedeva giocatori già pronti, capaci di dare una mano immediata come Malen, e avrebbe visto con scetticismo l’operazione legata a Sancho o Fabio Silva che non si sono concretizzate. Ma non è solo questione di calciomercato; a rendere il clima irrespirabile contribuiscono anche le diverse visioni sul percorso. Se Ranieri ha più volte parlato di un programma triennale, abbassando l’asticella delle aspettative, Gasperini ha ribaltato il concetto, affermando con forza la sua ambizione di tornare subito in Champions League, quasi a voler mettere pressione su chi lo circonda.
In questo scenario di reciproche incomprensioni – dove persino la gestione dello staff medico e i tempi di recupero di giocatori come Dybala e Koné sono diventati motivi di attrito – la proprietà americana, rappresentata dai Friedkin, ha dovuto calarsi in un ruolo che non le è proprio: quello dei pacieri. Dopo la debacle europea, c’è stato un vertice a Trigoria con il vicepresidente Ryan Friedkin, durante il quale, al netto di rassicurazioni formali, sarebbe stato chiesto a Gasperini di ritrovare quella compattezza e solidità mentale che sembrano essersi smarrite nelle ultime uscite, messe in discussione anche dai numeri (si parla di dodici reti subite nelle ultime cinque partite).
Le prossime ore e il futuro in bilico
L’input che arriva dagli Stati Uniti è chiaro: abbassare i toni e cercare di compattarsi per non vanificare un finale di stagione che, nonostante le difficoltà, resta aperto. La Roma tornerà ad allenarsi nel pomeriggio, ed è in questo contesto che si capirà se la tregua sarà effettiva o se la frattura è ormai insanabile. Le dichiarazioni di Massara, che hanno cercato di minimizzare l’impatto degli infortuni (“succedono a tutti, soprattutto in questa fase”), hanno però già trovato una smentita nei fatti, alimentando ulteriormente il malumore di un tecnico che si sente lasciato solo di fronte alle emergenze.
Le voci che circolano dalle radio romane e dalle cronache nazionali dipingono il quadro di una stagione che rischia di concludersi con una scissione. Si parla di una triade (Gasperini, Massara, Ranieri) destinata a sciogliersi a fine campionato, di un “anno zero” in agguato in caso di mancata qualificazione alla Champions, e di possibili cessioni eccellenti per fare cassa. La sensazione, mentre il campionato entra nel suo sprint finale, è che la vittoria sul Lecce abbia solo tamponato un’emergenza, ma che la vera partita – quella per tenere insieme i pezzi di un progetto che sembra già in frantumi – debba ancora essere giocata.




