La Roma saluta Massara, in attesa di D’Amico: la rivoluzione silenziosa di Trigoria

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mentre la polvere si posa sulla qualificazione in Champions League, ottenuta al termine di una rimonta che nessuno avrebbe pronosticato a poche giornate dal termine, la Roma ha deciso di procedere con una profonda ristrutturazione del proprio organigramma tecnico. Dopo l’addio, già nell’aria da settimane, di Claudio Ranieri, ieri è arrivata la scure (anzi, la risoluzione consensuale) su un altro pezzo da novanta del progetto: Frederic Massara, il direttore sportivo tornato a Trigoria nell’estate del 2025, ha ufficialmente chiuso la sua seconda parentesi in giallorosso.

La società, attraverso un comunicato asciutto ma significativo, ha voluto sottolineare come «anche grazie al suo lavoro siano stati raggiunti importanti obiettivi, tra cui la qualificazione alla prossima edizione della Uefa Champions League»; Massara, dal canto suo, ha voluto ringraziare la proprietà per l’opportunità, auspicando che le «basi» poste in questa annata possano tradursi in «nuovi traguardi» per la famiglia giallorossa.

L’addio di Massara e il nodo del feeling con Gasperini

La separazione, maturata nei fatti già da diverse settimane, fotografa un disallineamento quasi fisiologico tra la visione del tecnico, Gian Piero Gasperini, e quella del dirigente. Non si tratta di screzi plateali, quanto piuttosto di una mancanza di «collante» tecnico, per usare le parole che lo stesso allenatore aveva lasciato intendere in alcune conferenze stampa.

Mentre Gasperini spingeva per profili funzionali al suo credo offensivo, con particolare insistenza per un attaccante centrale, la gestione del mercato da parte di Massara – nonostante l’arrivo a gennaio di Donyell Malen, poi rivelatosi decisivo – non ha mai convinto appieno l’ex tecnico dell’Atalanta.

Una volta scaduto il mandato del “triumvirato” che aveva traghettato la squadra nell’ultima parte di stagione, la proprietà ha scelto di assecondare le richieste di Gasp, dando il via libera a una vera e propria rivoluzione dirigenziale che porta la chiara impronta del tecnico di Grugliasco.

L’attesa per D’Amico: un affare che si arena sul contratto

Per sostituire Massara, il nome individuato dai Friedkin è quello di Tony D’Amico, reduce dall’ottimo lavoro svolto a Bergamo proprio al fianco di Gasperini. Sembrerebbe una formalità, eppure l’affare al momento è congelato: se D’Amico ha già annunciato l’addio all’Atalanta – con i Percassi che gli hanno augurato “le migliori fortune” – il dirigente risulta ancora legato alla Dea da un vincolo contrattuale.

La Roma, quindi, è costretta a sedersi al tavolo con l’ex società di Gasperini per ottenere il cosiddetto “svincolo” o una risoluzione bonaria dell’accordo; senza questo via libera ufficiale, nonostante la volontà chiara di entrambe le parti (giocatore e nuovo club), l’operazione resta in stand-by. Una situazione surreale, quella attuale, in cui la Roma deve negoziare con l’Atalanta per prendersi il suo uomo, un po’ come se stesse trattando il proprio stesso futuro sportivo con un concorrente diretto.

Il medico sociale e i compiti del nuovo corso

Non solo direttore sportivo, però: a Trigoria si prepara ad arrivare anche un medico sociale di fiducia, volto a rivedere completamente la gestione atletica e degli infortuni che tanto aveva messo in difficoltà Gasperini durante l’annata. Questo aspetto, spesso trascurato dal grande pubblico, è stato uno dei motivi di frizione latente tra l’allenatore e la vecchia gestione.

Con l’avvento di D’Amico – l’uomo che ha costruito il Verona delle sorprese e poi l’Atalanta europea – la Roma punta a creare un ecosistema perfetto per il tecnico: un centro sportivo dove l’allenatore abbia voce in capitolo su scouting, acquisti e persino sulla preparazione fisica. Un azzardo che, se dovesse ripagare, porterebbe la Roma a competere stabilmente ai vertici, ma che in caso contrario rischierebbe di concentrare un potere forse eccessivo su una sola figura.

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