Conte e il Napoli in Champions: "Non si inventano miracoli, ma si costruisce"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Antonio Conte, nel primo giorno di ritiro a Dimaro, ha tracciato le linee guida della stagione che aspetta il Napoli, tra Champions League e ricostruzione di un gruppo che dovrà "faticà again", come ha detto lui stesso, mescolando dialetto e inglese con quella verve che ormai lo caratterizza. Il tecnico, che si è calato nel ruolo con un’adesione quasi simbiotica alla mentalità partenopea, non ha nascosto la complessità del compito: «Mi si chiedono miracoli, ma la lotta è impari rispetto alle grandi squadre europee».
Parlando della Champions, Conte ha ricordato la sua esperienza in sei partecipazioni con Juventus, Inter, Chelsea e Tottenham, sottolineando un filo conduttore: «Ho sempre preso squadre in ricostruzione, che l’anno prima non c’erano». Un dato di fatto che, se da un lato spiega la sua cautela, dall’altro non cancella l’ambizione. «Per me e per la squadra sarà stimolante tornare in Champions, ma non si inventano le vittorie: si costruisce un percorso». Una filosofia che sembra riassumere il suo approccio, lontano dalle scorciatoie e basato sul lavoro, «unico dogma» che conosce.
Sul fronte infortuni, il tecnico ha fornito aggiornamenti su Buongiorno e Gilmour. Il difensore, operato, dovrebbe rientrare entro tre settimane, mentre il centrocampista scozzese, reduce da un problema fisico in nazionale, è sotto osservazione per evitare ricadute. «Stiamo monitorando senza forzare», ha precisato Conte, mostrando quella prudenza che contraddistingue la sua gestione atletica.




