La guerra in Ucraina intensifica gli attacchi alle infrastrutture energetiche
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Redazione Esteri
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Il conflitto in Ucraina sta entrando in una fase critica, caratterizzata da una strategia di logoramento reciproco. Con l'avvicinarsi dell'inverno, sia Kiev che Mosca stanno intensificando in modo significativo gli attacchi mirati contro le rispettive infrastrutture energetiche. Questa escalation ha un duplice obiettivo: minare il morale della popolazione e compromettere strategicamente le capacità produttive e di approvvigionamento dell'avversario, colpendo in profondità la resilienza delle reti civili e industriali.
Il supporto attivo degli Stati Uniti e l'intelligence precisa
In questo scenario, gli Stati Uniti, con il presidente Donald Trump nuovamente alla guida del paese, stanno assumendo un ruolo di supporto attivo piuttosto che di semplice osservatore. Fonti riferiscono che Washington intenderebbe condividere con l'Ucraina intelligence di altissima precisione, derivante da immagini satellitari e sofisticati dati di tracciamento. Queste informazioni permetterebbero a Kiev di colpire con i suoi missili a lungo raggio obiettivi sensibili in territorio russo, come raffinerie e centrali elettriche, erodendo in modo sistematico le riserve e la capacità di raffinazione del Cremlino.
La testimonianza diretta dall'Ucraina
La drammaticità di questa nuova fase è testimoniata dalle parole del sindaco di Jesi, Lorenzo Fiordelmondo, che si trovava tra i 110 attivisti italiani sfiorati da un raid a Leopoli. "Non c’è stata una sola notte nella quale non abbia suonato la sirena degli allarmi a Kharkiv", ha dichiarato, sottolineando come il peso degli attacchi ricada in maniera indiscriminata sui civili. Il suo rientro in Italia, assieme ad altri volontari dopo una missione di pace, è stato segnato dalla violenza di un'offensiva che non risparmia nessuno.
Il massiccio attacco a Leopoli
Proprio la città di Leopoli, considerata un rifugio relativamente sicuro per la sua posizione occidentale, è stata recentemente colpita da quello che è stato definito il più massiccio attacco missilistico dall'inizio dell'invasione. L'assalto ha causato la distruzione di interi edifici, innescato vasti incendi e costretto gli abitanti a cercare riparo nei rifugi, con un bilancio di quattro vittime accertate. Le fiamme, divampate inizialmente in un complesso industriale, si sono rapidamente propagate ad alcune costruzioni residenziali. Nel frattempo, alcuni pacifisti lombardi che si trovavano sul treno coinvolto nell'attacco a Leopoli hanno fatto ritorno in Italia, atterrando all'aeroporto di Orio al Serio.




