La tredicesima, un baluardo per i consumi natalizi che fatica a sostenere una spesa ormai più cauta e selettiva
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Redazione Interno
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Con l’accredito, ormai imminente per milioni di lavoratori dipendenti dopo quello già avvenuto per i pensionati, della mensilità aggiuntiva si apre tradizionalmente la fase clou della spesa per le festività. Quell’assegno, un pilastro contrattuale che resiste nel tempo, rappresenta una risorsa finanziaria insostituibile per numerose famiglie, chiamate a destreggiarsi tra regali, addobbi e le inevitabili spese per le tavolate natalizie. In Puglia, per fare un esempio concreto, l’afflusso della tredicesima interesserà oltre due milioni di cittadini, tra pensionati e occupati, costituendo dunque un motore economico di primaria importanza per l’intera regione. L’effetto propulsivo su commercio, turismo e ristorazione è innegabile e atteso dagli operatori di settore, i quali tuttavia iniziano a registrare, anno dopo anno, un cambiamento nei comportamenti d’acquisto.
Un potere d'acquisto eroso modifica le priorità delle famiglie
La ricerca condotta da Confesercenti con Ipsos, infatti, delinea un quadro in cui la funzione della tredicesima si sta progressivamente trasformando, spinta da anni di pressione sui redditi reali e da un generale rincaro del costo della vita. Cresce, in maniera significativa, la quota di persone che destina queste risorse extra non tanto allo shopping festivo, quanto piuttosto al rafforzamento di un risparmio per molti diventato precario o all’esigenza di far fronte a spese ordinarie ma non più rinviabili, dalle bollette alla manutenzione dell’auto. Si tratta di una riconversione forzata dell’utilizzo di quel denaro, sintomo di una cautela divenuta strutturale. Gli stessi esercenti, come sottolineato dalle associazioni di categoria, percepiscono una clientela più calcolatrice e attenta al rapporto qualità-prezzo, meno incline agli eccessi e più orientata verso acquisti ponderati.
La richiesta di interventi che vadano oltre la stagionalità delle feste
Proprio da questa consapevolezza nasce l’appello di Confesercenti affinché si ragioni su “interventi strutturali per restituire potere d’acquisto” ai cittadini. La tredicesima, per quanto vitale, è percepita sempre più come un sollievo temporaneo in un panorama di difficoltà quotidiana che perdura ben oltre il periodo delle luminarie. Il timore è che, senza politiche di più ampio respiro volte a sostenere il reddito e a contenere il carovita, la stessa spinta propulsiva della mensilità aggiuntiva possa continuare ad affievolirsi, con ripercussioni sull’intero ciclo economico legato al consumo. Il dibattito, quindi, si sposta dalla mera gestione della liquidità natalizia alla necessità di creare condizioni di stabilità che permettano alle famiglie di programmare le uscite senza la costante ansia del bilancio familiare in rosso.
Il contesto nazionale e l'attesa per l'accredito
In queste ore, l’attenzione è naturalmente concentrata sulle scadenze tecniche. Mentre per i pensionati il versamento è già stato effettuato, per i dipendenti pubblici la data canonica è fissata attorno al 15 dicembre, una circostanza che, complice il calendario di quest’anno, rende oggi il giorno dell’accredito per una vasta platea. Per il resto dei lavoratori del settore privato, invece, tutto è demandato alle scelte aziendali e ai contratti collettivi, creando un panorama a macchia di leopardo. L’importo della tredicesima, è bene ricordarlo, non sempre coincide con quello di una normale mensilità, poiché il calcolo tiene conto di variabili come le frazioni di servizio e la composizione della retribuzione. Resta il fatto che, al di là dei tecnicismi, questa erogazione rappresenta un appuntamento economico e sociale di primo piano, un termometro della fiducia e delle possibilità delle famiglie italiane in un momento dell’anno carico di aspettative e di tradizioni.




