Inflazione in calo, ma l'Eurozona resta cauta
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Redazione Economia
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Le aspettative di inflazione dei consumatori nell'Eurozona sono calate, mentre le prospettive sul reddito e la spesa reale per i prossimi 12 mesi sono aumentate, in un quadro economico relativamente stabile. Questo è quanto emerge dall'ultimo sondaggio della Banca Centrale Europea (BCE) sulle prospettive di crescita e inflazione. Il tasso medio di inflazione percepita nei 12 mesi precedenti è sceso ulteriormente a settembre al 3,4%, dal 3,9% di agosto, confermando una diminuzione di 5 punti percentuali rispetto al picco dell'8,4% nel settembre 2023.
Tuttavia, l'inflazione nell'Eurozona è tornata a salire in ottobre, raggiungendo il 2%, rispetto all'1,7% di settembre. Le previsioni erano per un rialzo più contenuto all'1,9%. L'inflazione "core" è rimasta invariata al 2,7%, pur essendo ai minimi dal febbraio del 2022, ma ancora ben sopra il target del 2% fissato dalla BCE come obiettivo di medio periodo. Secondo una stima flash di Eurostat, l'inflazione annuale nell'area euro dovrebbe attestarsi al 2% nel mese di ottobre, in aumento rispetto all'1,7% di settembre.
Guardando alle principali componenti, si prevede che i servizi avranno il tasso annuo più alto in ottobre (3,9%, stabile rispetto a settembre), seguiti da cibo, alcol e tabacco (2,9%), beni industriali non energetici (0,5%) ed energia (-4,6%).
Nel frattempo, in Giappone, la produzione industriale ha registrato un incremento dell'1,4% su base mensile a settembre, in controtendenza rispetto ad agosto e quattro decimi oltre le attese del mercato. Su base tendenziale, la variazione rimane negativa per il settimo mese consecutivo, ma si riduce a -2,8% dal -4,9% di agosto.




