L'ultimo saluto a Peppe Vessicchio, tra ricordi personali e un sogno interrotto
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il maestro Enrico Melozzi, prendendo la parola durante la cerimonia funebre, ha rievocato con commozione l'ultimo ricordo che lo legava a Peppe Vessicchio, scomparso sabato scorso all'età di sessantanove anni. "Al Festival 2023 gli ho detto che c'era il bonus Fanta Sanremo. E lui è venuto", ha raccontato Melozzi, ricordando l'episodio che testimoniava la leggerezza e l'umanità del collega. Con Vessicchio, infatti, aveva condiviso l'esperienza del ritorno a Sanremo caratterizzato da una direzione d'orchestra a quattro mani, un sodalizio artistico che andava al di là della semplice collaborazione professionale. Il ricordo di Melozzi si è poi allargato, abbracciando non soltanto la sua produzione musicale ma anche, e forse soprattutto, il suo modo di porsi con le nuove generazioni: "Quello che lui ha raccontato, i suoi libri, come si comportava con gli allievi, con i ragazzi, come dava retta ai giovani, come rispettava tutti". Un ritratto che delinea una figura di spicco, la cui eredità va ben oltre le note.
Un inedito nella fabbrica di fisarmoniche
Accanto ai tributi pubblici, emerge ora un documento inedito che cattura un momento significativo della sua instancabile ricerca sonora. Si tratta di un video, girato nel settembre del 2017 all'interno della storica fabbrica di fisarmoniche Dallapé a Stradella, dove il maestro dirigeva i suoi Solisti del sesto armonico. Quel periodo, in realtà, era per lui particolarmente fecondo di progetti innovativi; nella primavera dello stesso anno, infatti, si era recato in Oltrepò per studiare, in collaborazione con l'azienda agricola Giorgi, un progetto pionieristico che esplorava la capacità della musica armonico-naturale di apportare benefici concreti alla viticoltura.
Il progetto segreto tra uve e armonie
Proprio con la sua improvvisa scomparsa, rischia di spegnersi quel sogno imprenditoriale a cui Vessicchio si dedicava con passione negli ultimi anni. L'obiettivo, che perseguiva attraverso la società Innovaveris da lui fondata con l'attore Andrea Rizzoli, era ambizioso: trovare lo spartito giusto, un preciso insieme di musiche e armonie, per favorire una crescita migliore delle risorse naturali, dall'uva alle olive. L'ispirazione per questa singolare avventura gli era venuta dopo aver letto di un esperimento condotto in alcune stalle del Wisconsin, dove la diffusione di alcuni brani di Mozart aveva apparentemente stimolato le mucche a produrre più latte e di qualità superiore.
La proposta dei fan per il Teatro Ariston
Intanto, il cordoglio per la sua morte ha travalicato i confini del mondo della musica, trasformandosi in un moto di affetto collettivo che si è organizzato rapidamente online. Tra le tante iniziative proposte dai suoi sostenitori, l'idea più condivisa e simbolica è quella di intitolare il Teatro Ariston a Peppe Vessicchio, quel palcoscenico che per decenni è stato la sua seconda casa durante le edizioni del Festival di Sanremo. La mobilitazione, che ha trovato spazio su piattaforme digitali, rappresenta un tentativo di cristallizzare nella memoria collettiva la figura di un artista che di quel palco è stato un protagonista indiscusso.




