Maxi traffico di droga a Brescia: ’ndrangheta e tecnici colombiani al centro dell’inchiesta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le indagini della Procura di Brescia hanno portato alla luce un intricato traffico internazionale di stupefacenti, con due distinti gruppi criminali coinvolti nell’importazione e distribuzione di cocaina, hashish e marijuana. Dei 132 indagati, 45 sono finiti in carcere o ai domiciliari, mentre altre 87 persone sono iscritte nel registro degli indagati. Le quantità sequestrate – circa 2.000 chili di cocaina, 1.500 di hashish e 700 di marijuana – rivelano un giro d’affari capace di attraversare continenti, con rotte che dal Sudamerica e dal Nordafrica arrivano fino al Nord Italia.

Il primo gruppo, radicato in provincia di Brescia, si sarebbe approvvigionato direttamente dai paesi produttori, sfruttando contatti con cartelli colombiani e intermediari marocchini. Una donna, ritenuta vicina al “Clan del Golfo”, avrebbe facilitato l’importazione della cocaina dalla Colombia, mentre l’hashish, proveniente dal Marocco, transitava dalla Spagna. Proprio in territorio spagnolo si sarebbe rifugiato uno dei ricercati, ora dichiarato latitante.

L’operazione Twistlock, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, ha coinvolto non solo Brescia ma anche altre province, tra cui Chieti, dove sono state eseguite perquisizioni e misure cautelari. Le indagini hanno evidenziato l’uso di sistemi di comunicazione criptati e legami con organizzazioni mafiose, confermando una struttura ben organizzata e ramificata.

Parallelamente, è emerso il ruolo della ’ndrangheta, che attraverso una raffineria clandestina in Calabria – gestita con l’aiuto di tecnici colombiani – trasformava la cocaina grezza in prodotto pronto per il mercato. Un modus operandi sofisticato, che dimostra come le cosche abbiano integrato competenze logistiche e professionalità esterne per potenziare il loro business.

Non è la prima volta che il narcotraffico vede coinvolti clan siciliani e calabresi in operazioni su larga scala. Già a Villaseta, in provincia di Agrigento, un’inchiesta aveva rivelato l’ascesa di un gruppo mafioso nel commercio di droga, ma i recenti sviluppi confermano una penetrazione ancora più profonda nel traffico nazionale. L’operazione di Palermo, con 181 arresti, aveva già messo in luce queste dinamiche, mentre a Brescia il quadro si arricchisce di nuovi tasselli.

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