Il decreto sulle liste d'attesa scatena le proteste dei governatori
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Redazione Interno
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Il decreto sulle liste d'attesa, recentemente introdotto dal governo, ha sollevato una serie di dubbi e preoccupazioni tra le Regioni italiane. La questione riguarda principalmente le competenze e le risorse necessarie per attuare il decreto.
Le critiche delle Regioni
La conferenza delle Regioni ha espresso forti dubbi sul decreto, sostenendo che esso interferisce con le loro competenze in materia di sanità. In particolare, la Regione Lazio si è distinta per la sua posizione, risultando isolata e ininfluente durante la conferenza.
La reazione dei governatori leghisti
I presidenti di Regione leghisti, tra cui Massimiliano Fedriga, Attilio Fontana e Luca Zaia, hanno protestato contro la scelta del ministro della Salute, Orazio Schillaci. Essi sostengono che il decreto va in direzione contraria rispetto all'autonomia differenziata, recentemente approvata dal Parlamento.
La posizione del Partito Democratico
Anche il Partito Democratico, attraverso le parole di Boccia, ha chiesto al governo di ritirare il decreto sulle liste d'attesa. Secondo Boccia, le Regioni, comprese quelle governate dal centrodestra, sono pronte a fare ricorso contro il decreto, in quanto lede le loro competenze in materia di sanità.
La proposta di emendamento
In risposta a queste preoccupazioni, è stato presentato un emendamento leghista, a prima firma Massimiliano Romeo, che chiede la soppressione dell'articolo 2 del provvedimento. Questo emendamento riflette le stesse preoccupazioni espresse dalle Regioni e dai governatori leghisti.
Il decreto sulle liste d'attesa ha causato non poco scompiglio tra le Regioni e i partiti politici. La maggioranza sembra essere nel caos, e non solo a causa di questo decreto. Sarà interessante vedere come si svilupperà la situazione nei prossimi giorni.




