Monte San Giusto piange Francesco Broda, travolto dai detriti
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Redazione Interno
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Un cumulo di terra e fango, la cui consistenza è stata paragonata a quella delle sabbie mobili, ha posto fine alla vita di Francesco Broda, il quarantottenne di Villa San Filippo che, mentre manovrava un escavatore all’interno di un deposito della Rita Calcestruzzi di Corridonia, è stato travolto e completamente sepolto. L’incidente, che risale all’altro pomeriggio, ha costretto i soccorritori a un’operazione estenuante e pericolosa, nella quale, muovendosi su un terreno instabile e agendo dal tetto del mezzo stesso, hanno rimosso il materiale con piccoli attrezzi e, in alcuni casi, persino a mani nude, in una corsa contro il tempo che si è rivelata purtroppo vana. Il suo corpo è stato recuperato solo dopo diverse ore di sforzi disperati.
L’inchiesta della procura e la ditta nel mirino
Sul drammatico episodio la procura di Macerata ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, ipotizzando, com’è prassi in simili circostanze, che alla base della tragedia possano esservi negligenze o imperizie. È stato iscritto nel registro degli indagati Mirko Rita, che ricopre sia il ruolo di rappresentante legale che quello di responsabile della sicurezza della ditta presso cui il lavoratore, dipendente della Efi Srl di Caldarola, stava operando. L’avvio delle indagini, che dovranno ora accertare le precise dinamiche e le eventuali responsabilità, segna il doveroso iter giudiziario seguito a una morte sul lavoro.
Il cordoglio di un intero territorio
La scomparsa di Francesco ha gettato nello sconforto non solo la sua famiglia – viveva infatti con i genitori Adriana e Desiderio e il fratello Simone – ma l’intera provincia, dove la famiglia Broda è da sempre stimata e benvoluta. Il Comune di Monte San Giusto, per voce del sindaco Andrea Gentili, ha espresso “profondo cordoglio” annunciando la proclamazione del lutto cittadino in coincidenza con la data che verrà stabilita per le esequie, un segno formale ma sentito di partecipazione al dolore di chi lo conosceva.
Il ricordo di un uomo generoso e appassionato
Il ritratto che emerge dai racconti di amici e conoscenti è quello di un uomo solare, sempre sorridente e conosciuto da tutti come un lavoratore instancabile, preciso e generoso. Oltre al suo impegno professionale, Francesco coltivava una grande passione per le moto; in passato aveva anche svolto l’attività di barista e si dilettava a realizzare scritte su magliette. La sua generosità si manifestava pure nella dedizione al volontariato, essendo un donatore attivo dell’Avis, aspetto che ha spinto molti a ricordarlo non solo come un collega o un amico, ma come “un esempio”.




