Macerata, operaio muore sepolto nel fango: la procura indaga per omicidio colposo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una montagna di fango, ghiaia e detriti, staccatasi all'improvviso, ha travolto e sepolto completamente l'escavatore su cui stava lavorando Francesco Broda, un operaio di 48 anni originario di Monte San Giusto. L'incidente, un tragico infortunio sul lavoro, è avvenuto nel primo pomeriggio in un'area della ditta Rita Calcestruzzi, situata nella zona industriale di Corridonia, in contrada Fonte Lepre. I soccorsi, intervenuti prontamente, si sono protratti per quasi undici ore, proseguendo anche dopo il calare dell'oscurità, in uno scenario descritto come particolarmente critico a causa della natura instabile del terreno. "Come sulle sabbie mobili, la melma ti inghiottiva", hanno raccontato i vigili del fuoco, sottolineando le estreme difficoltà incontrate.

Un intervento complesso e silenzioso

Le operazioni di recupero, dirette dal caposquadra Roberto Battellini, sono state condotte con un'organizzazione meticolosa e in un'atmosfera di profonda concentrazione. "Durante lo scavo regnava un silenzio surreale", ha spiegato Battellini, elogiando il lavoro della sua squadra. "L’intervento è stato molto complesso, ma gestito con grande professionalità. Mai una parola fuori posto, mai uno strillo, nessun intralcio alle operazioni". I pompieri hanno lavorato instancabilmente, utilizzando anche le mani oltre che le attrezzature pesanti, per raggiungere la cabina del mezzo dove si trovava l'operaio, purtroppo estratto senza vita solo intorno all'una di notte.

L'apertura dell'inchiesta e il sequestro

A poche ore dalla tragedia, la procura di Macerata ha formalmente aperto un fascicolo per omicidio colposo, avviando un'inchiesta volta ad accertare le dinamiche e le eventuali responsabilità che hanno portato alla morte dell'uomo. Nell'ambito delle indagini preliminari, le forze dell'ordine hanno proceduto al sequestro dell'area dove è avvenuto lo smottamento, un luogo di lavoro che ora è al centro delle attenzioni degli investigatori. L'obiettivo è quello di ricostruire con precisione le cause dell'incidente, verificando il rispetto di tutte le norme previste in materia di sicurezza.

La posizione di garanzia sotto esame

Finisce nel registro degli indagati, sulla base di quanto emerge dalle prime acquisizioni, Mirko Rita, il legale rappresentante nonché responsabile della sicurezza della Rita Calcestruzzi. La sua posizione, come quella di chiunque abbia un dovere di protezione verso i lavoratori, sarà ora analizzata nel dettaglio dai magistrati. L'operaio, sebbene deceduto mentre operava all'interno della cava di proprietà della Rita Calcestruzzi, era formalmente dipendente della Efi srl di Caldarola, una ditta esterna che, secondo quanto si apprende, non risulta al momento coinvolta nell'inchiesta penale.

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