Morto Simone Fortuna, lutto nel giornalismo tra La Nazione e Repubblica

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Simone Fortuna è morto a 68 anni all’ospedale di Santa Maria Nuova, lasciando un nuovo lutto nel giornalismo toscano a meno di 48 ore dalla scomparsa del collega Stefano Marcelli. La notizia è stata resa nota dall’Associazione Stampa Toscana e dall’Ordine dei giornalisti della Toscana attraverso i presidenti Sandro Bennucci e Giampaolo Marchini, insieme agli organismi dirigenti delle due realtà. Fortuna era conosciuto per il suo lavoro nelle pagine della cultura e degli spettacoli, settore nel quale aveva costruito gran parte della sua carriera professionale prima a La Nazione e poi nella redazione fiorentina di Repubblica.

La carriera di Simone Fortuna tra La Nazione e Repubblica

Simone Fortuna aveva iniziato il proprio percorso giornalistico come redattore delle pagine dedicate alla cultura e agli spettacoli de La Nazione, dove aveva lavorato dal 1981 al 1988 arrivando a ottenere la qualifica di vice caposervizio. Dopo l’esperienza nel quotidiano fiorentino, era entrato nella redazione di Repubblica a Firenze, nata nell’ottobre del 1988 dopo l’apertura voluta da Eugenio Scalfari. Nel nuovo giornale aveva ricoperto a lungo il ruolo di responsabile delle pagine di Cultura e Spettacoli, diventando una presenza centrale nella redazione fiorentina.

La scomparsa del giornalista ha suscitato il cordoglio di colleghi e rappresentanti delle istituzioni toscane, che hanno ricordato il suo percorso professionale e il contributo dato all’informazione locale. Fortuna viene ricordato come una firma legata ai temi della cultura e degli spettacoli, ambiti seguiti durante gli anni di attività nelle principali testate per cui aveva lavorato. Il suo nome resta associato alle pagine fiorentine di Repubblica fin dalla nascita della redazione e all’esperienza maturata nel precedente incarico a La Nazione.

Il ricordo del giornalista e il cordoglio per la scomparsa

Nel ricordare Simone Fortuna, diversi colleghi hanno sottolineato il rapporto costruito negli anni all’interno delle redazioni e il suo modo di vivere il mestiere del giornalismo. In particolare, è stato ricordato il termine con cui lui stesso si definiva in redazione, “compagno di banco”, un’espressione legata alla quotidianità del lavoro condiviso con gli altri giornalisti. La sua figura viene descritta attraverso il legame con i colleghi e attraverso un’esperienza professionale sviluppata giorno dopo giorno negli ambienti dell’informazione.

Parole di cordoglio sono arrivate anche dal presidente della Regione Eugenio Giani e dall’assessora alla cultura e all’editoria Cristina Manetti, che hanno espresso vicinanza ai figli Giovanna e Bruno e alla famiglia del giornalista. I rappresentanti istituzionali hanno ricordato le sue qualità umane e professionali, unendosi alle manifestazioni di dolore per la perdita di una figura conosciuta nel giornalismo toscano. La morte di Simone Fortuna arriva così dopo decenni di attività nelle redazioni di due importanti testate e dopo un lungo percorso dedicato all’informazione culturale.

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