Raid israeliani in Siria, distrutti radar e arsenali militari

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nella notte, per il quarto giorno consecutivo, gli aerei da guerra israeliani hanno colpito diversi siti radar in Siria, distruggendo velivoli e apparecchiature radar all'aeroporto militare di Deir al-Zour. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, Israele ha preso di mira l'arsenale militare siriano, con oltre 350 attacchi contro "obiettivi strategici" in Siria, tra cui Damasco, Homs, Tartus, Latakia e Palmira. Le Forze di difesa israeliane (IDF) affermano di aver distrutto circa l'80% delle forze armate del regime di Assad.

Nonostante le accuse di coinvolgimento diretto, Israele ha negato ogni responsabilità nelle operazioni in Siria. Il portavoce militare, Nadav Shoshani, ha smentito categoricamente le indiscrezioni riguardanti un'avanzata delle truppe israeliane verso Damasco, ribadendo che non vi è alcuna intenzione di infiltrarsi o invadere il territorio siriano.

Nel frattempo, truppe e veicoli militari israeliani sono stati avvistati lungo la barriera di confine della "zona cuscinetto" tra le alture del Golan occupate e la Siria. L'operazione avviene mentre Israele dichiara di aver bombardato più di 350 siti militari in Siria nelle 48 ore precedenti, prendendo di mira "la maggior parte delle riserve di armi strategiche" nel Paese. Dopo aver colpito gli arsenali, Israele ha annunciato l'intenzione di distruggere il narcotraffico siriano del Captagon, noto come "la droga del terrorista".

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, di fronte al crollo repentino del regime di Bashar al Assad, ha colto l'occasione per reclamare la completa sovranità sulle contese Alture del Golan.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.