Diego Abatantuono ricorda l'amico Mauro Di Francesco: "La sua scomparsa è stata una bastonata"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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In un commosso ricordo, affidato al salotto di Domenica In, Diego Abatantuono ha rievocato la figura dell'amico e collega Mauro Di Francesco, scomparso a settantaquattro anni, dipingendo un ritratto vivido di un'amicizia lunga cinquantacinque anni, nata tra le pareti del Derby e cementata da innumerevoli avventure professionali e personali. L'attore, visibilmente scosso mentre osservava le fotografie d'epoca che lo ritraevano insieme a Faletti, Boldi, Porcaro e allo stesso Di Francesco, ha confessato a Mara Venier come la notizia della morte, giunta nelle scorse ore, abbia avuto l'impatto di un colpo inaspettato, una "bastonata" che ha rimesso in discussione un intero capitolo della propria esistenza.
Un legame nato nel cabaret
Abatantuono ha tracciato le origini di quel sodalizio, risalente a quando, appena quindicenne, lavorava nel celebre locale milanese e lì incontrò colui che tutti chiamavano affettuosamente "Maurino". Fu in quel crogiolo di talenti che i due cominciarono a fare cabaret insieme, gettando le basi per un percorso che, negli anni a venire, li avrebbe visti protagonisti di pellicole diventate simbolo di un'epoca. Quella che è seguita, infatti, non è stata semplicemente una collaborazione artistica, ma un'amicizia profonda che ha resistito al passare del tempo, sebbene, come ha ammesso l'attore, negli ultimi periodi i contatti non fossero più così assidui come un tempo.
L'ultima chiamata e il carattere imprevedibile
Proprio circa un mese prima della scomparsa, Abatantuono aveva voluto telefonare all'amico, trovandolo in ottime condizioni e di spirito vivace, il che rende la perdita ancor più difficile da accettare. È emerso con forza, nel racconto, il carattere esuberante e imprevedibile di Di Francesco, quel tratto distintivo che, secondo il suo amico di una vita, rendeva ogni momento in sua compagnia unico e potenzialmente esplosivo. "Non stavi mai del tutto tranquillo, quando c'era lui poteva succedere di tutto", ha dichiarato, una frase che racchiude tutta la vitalità e l'irrequietezza di un uomo che ha lasciato il segno.
Il vuoto di un'amicizia senza tempo
Quello che Abatantuono ha descritto, dunque, non è solo il dolore per la morte di un collega, ma il lutto per una presenza costante, un compagno di viaggio con cui ha condiviso più di mezzo secolo di vita. Un'amicizia "particolare", come l'ha definita, fatta di complicità e di sguardi che si intrecciano guardando le vecchie foto, di ricordi che affiorano potenti e che ora, con la sua dipartita, lasciano un vuoto incolmabile. Il ricordo di Mauro Di Francesco, attore simbolo di film cult come "Sapore di mare - Un anno dopo" e "Abbronzatissimi", resta così legato indissolubilmente alla testimonianza di un affetto autentico, che va ben al di là della scena.




