L'ultima intervista di Mauro Di Francesco: le donne, i no e l'amicizia con Teocoli e Abatantuono

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   In un colloquio rilasciato qualche anno prima della scomparsa, avvenuta il 25 ottobre 2025 all'età di 74 anni, Mauro Di Francesco tratteggiò, con la schiettezza che lo ha sempre distinto, il percorso di una carriera costellata di successi ma anche di rifiuti, senza mai nascondere il valore fondante di legami profondi, come quelli intrecciati con Diego Abatantuono e Teo Teocoli. L'attore, star di numerosi film cult negli anni Ottanta, si era ormai ritirato da tempo dalle scene, scegliendo una vita lontana dai riflettori del cinema, sebbene il suo lascito artistico continuasse a risuonare con inalterato vigore.

Il ricordo di Abatantuono: "Una bastonata"

Proprio Diego Abatantuono, intervenuto a "Domenica in" su Rai 1 insieme a Mara Venier, ha dipinto con parole grevi di emotività il ritratto di un'amicizia indissolubile, nata ai tempi del Derby quando entrambi erano poco più che adolescenti. "Ho passato con Mauro 55 anni", ha confessato l'attore, definendo la perdita dell'amico "una bastonata" e ricordando come, con lui, l'imprevedibilità fosse di casa. "Non stavi mai del tutto tranquillo, quando c'era lui poteva succedere di tutto", ha aggiunto, mentre in studio, di fronte a quelle immagini, l'emozione prendeva il sopravvento e gli applausi si mescolavano a un silenzio carico di rimpianto.

L'omaggio del Festival e il legame con Lucignano

Un sentimento analogo ha pervaso la serata conclusiva della prima edizione dell'UFF – Underground Film Festival, al Teatro Rosini di Lucignano, dove un lungo e commosso applauso ha salutato la memoria di Mauro Di Francesco, accompagnato dalle sequenze dei suoi film più celebri. L'attore, che ormai da anni viveva stabilmente nella località toscana insieme alla moglie Antonella Palma di Fratianni, avrebbe dovuto essere l'ospite d'onore della rassegna, un dettaglio che ha reso il tributo ancor più partecipato e sentito da parte di chi, in quel luogo, lo aveva accolto.

La lettera di Francesco Salvi

Anche Francesco Salvi ha voluto porgere un suo personale saluto attraverso una lettera accorata, nella quale ha espresso la difficoltà di elaborare un distacco così improvviso. "Caro Mauro, sono passati un po’ di giorni da quando ci hai lasciati e ancora faccio fatica", ha scritto, sottolineando come il tributo universale abbia finalmente riconosciuto il valore di una comicità che, nella sua epoca più rosea, valeva forse più di quanto non si credesse allora. "Si rideva con spontaneità e semplicità", ha osservato Salvi, celebrando la forza di un artista che, con i suoi personaggi, è ormai divenuto un'icona senza tempo.

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