La Juve perde anche con il Como, Notte fonda per Spalletti
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Redazione Sport
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Non c’è pace per la Juventus di Luciano Spalletti. Dopo la pesante sconfitta per 5-2 subita in casa del Galatasaray in Champions League, i bianconeri incassano il terzo ko consecutivo tra campionato e coppe, sprofondando sotto i colpi del Como di Cesc Fabregas. All'Allianz Stadium di Torino, la squadra lariana si impone per 2-0 nella gara valida per la ventiseiesima giornata di Serie A, agganciando virtualmente i padroni di casa in classifica e accorciando a un solo punto il distacco, complice anche la concomitante sconfitta dell'Atalanta. Per i lariani, che tornano al successo dopo alcune giornate, si tratta di un risultato storico: bisogna infatti tornare indietro di quasi settantacinque anni, precisamente al 1° aprile del 1951, per trovare l'ultima affermazione esterna del Como contro la Vecchia Signora, un 3-0 firmato da un'autorete di Manente e da una doppietta di Ghiandi.
La partita, diretta dal signor Daniele Doveri, si mette subito in salita per i padroni di casa. È l'undici di Fabregas, sceso in campo privo dello squalificato Nico Paz, a rendersi pericoloso per primo, ma la risposta della Juventus non si fa attendere con un tentativo di Yildiz prontamente neutralizzato da Butez. Al minuto numero undici, però, arriva il vantaggio ospite che porta la firma di Mërgim Vojvoda, ex difensore del Torino. L'azione nasce da un errato disimpegno di McKennie, che di fatto serve Douvikas; la sfera arriva al limite dell'area al terzino kosovaro, il quale con un sinistro potente trafigge Michele Di Gregorio, forse leggermente deviata da Miretti. Un tiro parabilissimo, questo il primo verdetto del post-partita, che però l'estremo difensore bianconero non riesce a respingere, regalando di fatto il vantaggio agli avversari. La reazione della Juventus è affidata a Openda, che prima calcia a lato su assist di Cambiaso e poi tenta un pallonetto su Butez senza fortuna, mentre dall'altra parte Da Cunha scheggia la traversa approfittando di un'altra indecisione della retroguardia torinese. Il primo tempo si chiude con i lariani meritatamente in vantaggio.
Nella ripresa, Spalletti getta nella mischia Conceicao per dare scossa e imprevedibilità alla manovra, e il portoghese prova subito a impensierire Butez, che rimane però vigile. Al minuto numero sedici della seconda frazione, il Como cala il raddoppio e di fatto chiude la contesa. È ancora un errore in fase di impostazione dei bianconeri, con un'uscita nuovamente confusionaria di Di Gregorio, a spianare la strada agli ospiti. Da Cunha verticalizza per Caqueret, lasciato incredibilmente solo al centro dell'area: il centrafricano, ex Olympique Lione, controlla e insacca alle spalle del portiere juventino per lo 0-2 che non lascia scampo. La Juventus accusa il colpo e fa fatica a riorganizzarsi, apparendo confusa e priva di idee, con Koopmeiners che colpisce un palo su calcio di punizione a pochi minuti dal termine. Un'inefficacia offensiva e una fragilità difensiva che preoccupano, e non poco, in vista del proseguo della stagione.
L’ombra della crisi e le scelte tecniche
Quella che esce dal campo è una squadra irriconoscibile, e i giudizi della stampa specializzata non lasciano spazio a interpretazioni. Di Gregorio, autore di una prestazione da dimenticare, finisce nel mirino delle critiche per entrambe le reti subite, con il Corriere dello Sport che parla di un errore "semplicemente inaccettabile per gli standard della Serie A" -7. Ma non è solo il portiere a essere finito sotto accusa. L'intero undici, dal centrocampo all'attacco, sembra aver smarrito qualsiasi tipo di identità e automatismo. Lo stesso Openda, scelto da Spalletti per guidare l'attacco, non incide, apparendo fuori posizione e poco lucido nelle scelte. Le voci di un malessere diffuso, di una squadra mentalmente a pezzi dopo il passo falso europeo, trovano conferma nella prestazione opaca e senza nerbo. Una crisi che sembra non avere fine e che riaccende i riflettori sulle strategie di mercato degli ultimi anni. Secondo Tuttosport, l'attuale stato di forma della Juventus sarebbe la conseguenza diretta di tre sessioni di calciomercato poco proficue, con solo pochi innesti rivelatisi all'altezza del blasone del club -7. Un'analisi che solleva interrogativi non solo sull'operato dello staff tecnico, ma anche sulla progettualità a lungo termine della società.
Il riscatto di Fabregas e la classifica che si accorcia
Dall'altra parte, la gioia è incontenibile nello spogliatoio del Como. Cesc Fabregas, alla sua prima vera esperienza da allenatore in Serie A, centra un'impresa che pochi avrebbero pronosticato a inizio stagione. I suoi ragazzi giocano una partita attenta, cinica e concreta, sfruttando al meglio le debolezze altrui e dimostrando una maturità tattica notevole. Nonostante l'assenza del trequartista argentino Nico Paz, uno dei punti di riferimento della squadra, la manovra non ne ha risentito più di tanto, grazie a un collettivo ben rodato e consapevole dei propri mezzi. Il successo all'Allianz Stadium proietta i lariani al sesto posto in classifica, a quota quarantacinque punti, a ridosso proprio della zona Champions League occupata momentaneamente dalla Roma. Una posizione che profuma di impresa, per una squadra neopromossa che sogna un traguardo europeo.




