Frana in Valle Aurina, evacuate 120 persone: notte di paura per il maltempo in Alto Adige

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Una notte di forte maltempo ha sconvolto la Valle Aurina, in Alto Adige, dove una colata detritica di vaste proporzioni si è abbattuta sulla località di Gisse, nel comune di San Giovanni. L'evento, verificatosi nella notte tra il 5 e il 6 agosto, ha costretto le autorità a disporre l'evacuazione di circa 120 persone, alloggiate in un albergo e in tre abitazioni private, come misura precauzionale per scongiurare rischi per l'incolumità pubblica.

Non risultano feriti tra la popolazione, ma la situazione rimane critica a causa dell'enorme quantità di fango e detriti che ha invaso la carreggiata e ostruito il corso del torrente Aurino.

L'ondata di maltempo e la colata detritica

La causa scatenante è stata un violento temporale, accompagnato da precipitazioni eccezionalmente intense, che ha scaricato sulla zona oltre 50 millimetri di pioggia in poche ore. Il nubifragio ha saturato il terreno e innescato una frana che si è originata dal Rio Rosso, nei pressi dell'area della Malga Daimer, per poi riversarsi a valle con una forza devastante. La colata di fango e pietre ha raggiunto il letto del torrente Aurino, provocandone un temporaneo sbarramento che ha innalzato il livello delle acque, aumentando il pericolo di esondazioni.

L'intera vallata è rimasta isolata a partire dalla località Gisse, con la strada principale completamente interrotta dai detriti, impedendo di fatto il transito verso la parte più interna della Valle Aurina.

Le operazioni di soccorso e messa in sicurezza

L'emergenza ha mobilitato un imponente dispositivo di protezione civile, con circa 150 soccorritori che stanno operando senza sosta per ripristinare le condizioni di sicurezza e la viabilità. Sul posto sono stati dispiegati numerosi escavatori e mezzi pesanti, impegnati nello sgombero del fango e dei massi che ricoprono la carreggiata, mentre droni sorvolano l'area per monitorare l'evoluzione del fenomeno e individuare eventuali nuovi fronti di instabilità.

Tra i tecnici al lavoro, spiccano il caposquadra Hubert Brugger e Martin Moser, dell'Ufficio Sistemazione bacini montani est, che coordinano le operazioni fin dalla mezzanotte, quando la frana si è abbattuta sulla valle, e Vigili del Fuoco e protezione civile stanno gestendo le complesse fasi di intervento per garantire il ripristino dell'accesso alla vallata.

L'isolamento della valle e i disagi per la popolazione

La frana ha di fatto tagliato fuori dal resto della provincia i centri abitati più interni, con la strada della Valle Aurina che rimane chiusa al traffico a partire da Gisse. L'isolamento sta creando notevoli disagi logistici, sebbene le operazioni di sgombero procedano speditamente grazie all'impiego di ruspe e all'utilizzo di tecnologie di rilevamento per valutare la stabilità del versante.

La situazione idrogeologica rimane sotto osservazione a causa del torrente Aurino, il cui alveo è stato parzialmente ostruito, e gli operatori stanno lavorando per scongiurare il rischio di allagamenti a valle, mentre l'attenzione resta focalizzata sulla rimozione dei detriti e sul ripristino della viabilità, con l'obiettivo di riaprire il collegamento il prima possibile.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.