Frana in Valle Aurina, la colata di fango isola la vallata: 120 evacuati e 150 soccorritori al lavoro

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una notte di paura, quella tra il 5 e il 6 agosto, per i residenti e i turisti della Valle Aurina, in Alto Adige, dove una gigantesca colata detritica si è abbattuta sulla zona di Gisse, tra le località di Lutago e San Giovanni, provocando l'isolamento della parte più interna della vallata e l'evacuazione precauzionale di circa 120 persone.

Le intense precipitazioni, che hanno scaricato oltre 50 millimetri di pioggia in poche ore, hanno saturato i versanti montani innescando il distacco di una massa imponente di fango, rocce e tronchi d'albero, finendo per invadere la carreggiata della strada provinciale e raggiungere il letto del torrente Aurino, causandone un temporaneo sbarramento.

L'emergenza e i soccorsi

La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente, con circa 150 operatori impegnati sul campo fin dalle prime ore del mattino per fronteggiare l'emergenza e ripristinare le condizioni di sicurezza. Le operazioni, coordinate dal Centro operativo comunale della Valle Aurina e dalla centrale di intervento distrettuale, hanno visto la mobilitazione dei vigili del fuoco volontari di San Giovanni, Lutago, Campo Tures, Molini di Tures e Riobianco, con la caserma di Cadipietra posta in stato di preallarme.

In azione anche il Soccorso alpino, la Croce Bianca, la direzione sanitaria dei soccorsi, i carabinieri e diverse imprese private con mezzi movimento terra, mentre droni e potenti fari di ricerca sono stati impiegati per monitorare costantemente l'area e illuminare le zone interessate durante le operazioni notturne.

L'evacuazione, disposta a scopo precauzionale per salvaguardare l'incolumità delle persone, ha coinvolto gli ospiti di un albergo e i residenti di tre abitazioni, per un totale di circa 120 persone.

Nel corso della mattinata, gli ospiti dell'hotel hanno potuto fare rientro nella struttura, mentre una cinquantina di persone sono rimaste temporaneamente sfollate e accolte presso la sala polifunzionale di Lutago, dove hanno ricevuto assistenza dai volontari dei Vigili del Fuoco e dalla Squadra di Pronto Intervento della Croce Bianca di Brunico, supportati da psicologi dell'emergenza e da un medico d'urgenza. Fortunatamente, non si registrano feriti.

Le operazioni di ripristino e la viabilità

Lo sgombero del materiale trasportato a valle dalla furia dell'acqua è stato fin da subito una priorità per i tecnici dell'Ufficio Sistemazione bacini montani est e per gli operatori del Servizio strade, al lavoro senza sosta per rimuovere le ingenti quantità di fango e detriti che hanno invaso la strada della Valle Aurina, rendendola completamente impraticabile. L'enorme mole di lavoro è testimoniata dal volume di materiale già rimosso, pari a circa 30.000 metri cubi di detriti e fango, un'operazione che ha richiesto l'impiego di numerosi escavatori e autocarri. La colata, originatasi dal Rio Rosso nell'area della Malga Daimer a un'altitudine di circa 2.800 metri, ha raggiunto il torrente Aurino, ostruendo un ponte e causando lo straripamento del corso d'acqua, che ha poi riversato il suo carico di fango sulla strada principale.

La viabilità nella vallata è stata fortemente compromessa, con la strada provinciale completamente chiusa al traffico e la parte più interna della valle rimasta isolata a partire dalla località Gisse. Gli autobus di linea verso l'interno hanno circolato solo fino a Campo Tures e i sentieri escursionistici nella zona del Rio Rosso sono stati chiusi per motivi di sicurezza.

I tecnici sono comunque riusciti a liberare il torrente Aurino, riducendo il rischio legato all'ostruzione del corso d'acqua, e hanno lavorato incessantemente per ripristinare la circolazione, riuscendo a riaprire la strada a senso unico alternato nel corso del pomeriggio.

L'evento meteorologico

L'evento franoso è stato innescato da un violento e concentrato episodio di maltempo che ha colpito la zona durante la notte, con precipitazioni che, secondo l'analisi del radar meteorologico e le parole dell'esperto Dieter Peterlin, hanno superato localmente i 50 millimetri di pioggia.

Un quantitativo d'acqua considerevole che, cadendo in un arco di tempo ristretto, ha saturato il terreno e reso instabili i versanti montani, già naturalmente fragili, provocando il distacco e il rapido movimento verso valle di una massa di detriti, fango e materiale vegetale. Le condizioni meteo sono rimaste sotto osservazione, con un cambio di masse d'aria atteso per la giornata che lasciava presagire la possibilità di ulteriori temporali localmente intensi.

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