Valanga in valle Aurina travolge un escursionista ungherese
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Redazione Interno
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Una slavina staccatasi nel tardo pomeriggio in Alto Adige, sul versante del Riesernock in valle Aurina, ha causato la morte di un escursionista cinquantenne di nazionalità ungherese. L'uomo, che stava rientrando a valle insieme alla moglie lungo il noto sentiero "Arthur Hardegen", è stato sorpreso dalla massa di neve a circa 2500 metri di quota, un punto, questo, dove il percorso si insinua in un canalone spesso soggetto ad accumuli. La valanga, che ha mostrato tutta la sua forza dirompente, lo ha trascinato per diverse centinaia di metri, mentre la compagna, miracolosamente, è stata solo sfiorata dal bordo dell'evento, restando illesa e potendo così lanciare l'allarme.
I soccorsi sul posto
Allertati dalla donna, sul posto sono intervenuti gli uomini del Soccorso alpino della Guardia di finanza con l'elicottero Pelikan 2, supportati dai carabinieri e dai vigili del fuoco. I soccorritori, nonostante le condizioni impervie e l'orario serale, hanno raggiunto la zona dell'incidente per portare i primi aiuti e constatare, purtroppo, la morte dell'escursionista. La dinamica, che vedrebbe la coppia intenta a una tranquilla discesa lungo un itinerario segnalato, sta ora al centro delle indagini degli organi competenti, i quali dovranno accertare le circostanze precise dell'accaduto, valutando anche le condizioni nivologiche del periodo.
Il contesto della tragedia
L'episodio si inserisce in una stagione invernale che, sebbene caratterizzata da una certa instabilità, aveva visto un aumento delle escursioni in alta quota, favorite da giornate di apparente tregua meteorologica. La valle Aurina, meta ambita per i suoi paesaggi, nasconde infatti insidie ben note agli addetti ai lavori, specialmente in certe esposizioni e dopo precipitazioni nevose seguite da rialzi termici. Ciò che colpisce, in questa come in altre tragedie simili, è la repentinità con cui una gita si trasforma in dramma, lasciando poco spazio a qualunque reazione, per quanto esperta possa essere la persona coinvolta.
Le operazioni di recupero
Una volta accertato il decesso, i soccorritori hanno dovuto organizzare le complesse operazioni di recupero della salma, un'azione resa ancor più difficile dall'oscurità e dalla necessità di garantire la massima sicurezza per gli operatori stessi. L'utilizzo dell'elicottero è stato fondamentale per questa fase, permettendo di trasportare il in un luogo accessibile alle autorità di polizia giudiziaria, le quali hanno avviato le procedure di rito. La donna, profondamente scossa dall'accaduto ma fisicamente integra, è stata assistita e accompagnata dalle forze dell'ordine, che hanno provveduto a raccogliere una prima testimonianza sulla sequenza degli eventi.




