Spread Btp-Bund in altalena, chiusura a 115 punti dopo un massimo intraday a 132
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Redazione Economia
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La seduta di venerdì 2 ottobre sui mercati obbligazionari si è rivelata una vera e propria montagna russa. Il differenziale di rendimento tra i Btp italiani e i Bund tedeschi decennali ha toccato nell'intraday un picco di 132 punti base, un livello che non si vedeva dal 3 ottobre del 2024, per poi ripiegare progressivamente fino a chiudere a 115 punti, in calo dai 118 della vigilia.
Il rendimento del decennale italiano si è attestato al 4,60%, in flessione di 9 punti base rispetto alla seduta precedente, mentre il Bund tedesco ha chiuso al 3,46%, in calo di 5 punti base.
Il peso dell'inflazione e lo shock energetico
A trainare i rendimenti verso l'alto sono stati i dati sull'inflazione diffusi dall'Istat pochi giorni prima. A settembre i prezzi al consumo hanno registrato un'accelerazione al 4,2% su base annua, dal 3,3% di agosto, il valore più alto da tre anni. L'impennata è stata determinata quasi interamente dalla dinamica dei beni energetici: quelli regolamentati sono passati da un aumento del 18,6% a uno del 25,9%, mentre quelli non regolamentati sono saliti dal 17,0% al 22,2%.
Anche gli alimentari non lavorati hanno contribuito con una variazione dal 3,8% al 5,5%.
L'inflazione di fondo, calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è salita dall'1,5% all'1,7%, un dato che riduce ulteriormente il margine di manovra percepito sui conti pubblici italiani. Il rialzo dei prezzi non è un fenomeno esclusivamente italiano: le tensioni sulle materie prime e le aspettative di politiche monetarie più restrittive da parte delle banche centrali hanno innescato un sell-off generalizzato sui titoli di Stato a livello globale.
La fuga verso la qualità tedesca
Nonostante l'ampiezza del movimento, il differenziale italiano resta nella parte bassa dell'intervallo osservato negli ultimi anni. Secondo Marco Giordano, Investment Director di Wellington Management, gran parte dell'ampliamento è riconducibile al clima di avversione al rischio sui mercati obbligazionari, piuttosto che a preoccupazioni specifiche sulle prospettive fiscali italiane. L'Italia non rappresenta la principale fonte di preoccupazione fiscale per l'area valutaria, ha precisato l'esperto.
A conferma di questa lettura, il rendimento del Bund tedesco ha chiuso la settimana al 3,46%, mantenendo il proprio status di bene rifugio nonostante le vendite che hanno investito l'intera area euro. Il differenziale francese ha invece superato i 140 punti base, il livello più alto dalla crisi dei debiti sovrani del 2011-2012, con l'Oat decennale che si è spinto fino al 4,96%. La pressione sui titoli francesi è legata alla delicata sessione di bilancio in corso a Parigi.
Una dinamica più gestibile rispetto al passato
Per Generali Asset Management gli attuali livelli incorporano un premio per il rischio eccessivo rispetto ai fondamentali dell'Italia. Gianluca Bergamaschi, Head of Fixed Income - Mandates, ha sottolineato come negli ultimi anni il Paese abbia rafforzato significativamente la propria credibilità fiscale, con upgrade e revisioni positive dell'outlook da parte delle principali agenzie di rating. La riduzione del premio richiesto dagli investitori appare sempre più un fenomeno strutturale piuttosto che ciclico.
La struttura del debito pubblico rappresenta un ulteriore fattore di resilienza: il Tesoro ha mantenuto una vita media relativamente elevata delle emissioni, limitando il rischio di rifinanziamento e riducendo la sensibilità del costo del debito alle oscillazioni dei tassi di mercato. La presenza di una base stabile di investitori domestici costituisce poi un elemento di sostegno nelle fasi di tensione finanziaria.
Guardando alla curva dei rendimenti, Generali AM privilegia le scadenze intermedie, mentre la parte lunga rimane più vulnerabile per la maggiore sensibilità alle aspettative d'inflazione e alla volatilità dei tassi globali. Il rendimento del decennale italiano, dopo aver sfiorato il 4,70% in mattinata, ha chiuso al 4,60%, in calo di 8,6 punti base.
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