Contratto scuola, Naddeo: possibile intesa sull’aumento di 143 euro il primo aprile
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Redazione Interno
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Il percorso che dovrebbe portare al rinnovo del contratto del comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2025-2027, una tornata contrattuale che interessa un bacino di lavoratori che supera il milione e trecentomila unità tra docenti, personale Ata, ricercatori e addetti degli enti di alta formazione, potrebbe vivere una svolta decisiva già nei prossimi giorni. Antonio Naddeo, presidente dell’Aran, l’agenzia tecnica che rappresenta la pubblica amministrazione al tavolo negoziale, ha infatti indicato una data precisa, il primo aprile, come termine entro il quale potrebbe essere sottoscritta l’intesa sulla parte economica dell’accordo. Un’eventualità, questa, che Naddeo ha definito “non una cosa di poco conto” nel corso del suo intervento al tredicesimo congresso nazionale dello Snals-Confsal, che si sta svolgendo in queste ore a Roma. Se la firma arrivasse davvero, e lo si capirà al termine della riunione già calendarizzata per quella mattina nella sede dell’Agenzia, si tratterebdi un fatto più unico che raro: per la prima volta, un comparto complesso e articolato come quello dell’istruzione e della ricerca potrebbe chiudere la propria parte economica prima di tutti gli altri settori del pubblico impiego, precedendo persino le Funzioni centrali, tradizionalmente apripista di ogni tornata contrattuale.
Un negoziato serrato tra il 24 marzo e il primo aprile
Le tappe che condurranno a questo possibile traguardo sono già state fissate e prevedono un doppio appuntamento all’Aran. Il primo si terrà il 24 marzo, nel primo pomeriggio, e servirà per affrontare i nodi ancora aperti e limare le ultime divergenze; il secondo, quello decisivo, è stato convocato per il primo aprile alle dieci del mattino. L’obiettivo dichiarato da Naddeo, che ha parlato di un clima costruttivo fin dalla riunione di avvio delle trattative, è quello di mettere nero su bianco l’accordo che riguarda gli incrementi stipendiali, lasciando a un momento successivo il confronto, necessariamente più lungo e articolato, sulle questioni normative e sul welfare integrativo. Una strategia, quella di procedere a step separati, che era stata concordata con le sigle sindacali già nella fase preliminare del negoziato e che ora, nonostante qualche riserva espressa da alcune organizzazioni sulla consistenza delle risorse a disposizione, sembra poter reggere. Lo stesso presidente dell’Aran ha riconosciuto che i pareri non sono tutti pienamente positivi, ma ha sottolineato come la chiusura del fronte economico rappresenterebbe “un segnale tangibile importante”, a dimostrazione di una macchina contrattuale che, dopo anni di ritardi, sembra aver ingranato una marcia diversa.
L’aumento medio di 143 euro e il cumulo con i precedenti rinnovi
Nel dettaglio, la parte economica del contratto 2025-2027 vale un incremento medio lordo mensile di 143 euro, una cifra che corrisponde a un aumento del 5,4% e che si andrà a sommare ai 150 euro del contratto 2022-2024 – firmato solo lo scorso dicembre – e ai 123 euro del triennio 2019. Sommando i tre successivi rinnovi, per i docenti e il personale scolastico l’aumento complessivo sullo stipendio tabellare dovrebbe attestarsi attorno ai 416 euro lordi al mese, un risultato che l’amministrazione e i ministri competenti, Paolo Zangrillo e Giuseppe Valditara, hanno più volte indicato come un segnale di attenzione verso una categoria che da anni lamenta una progressiva perdita del potere d’acquisto. A questi importi, che decorreranno dal 2025, andranno poi aggiunti gli arretrati per i tre anni, stimati in media intorno ai milleseicento euro, che verrebbero erogati una volta perfezionata l’intesa. La rapidità dell’iter, in questo senso, consentirebbe di mettere in busta paga le somme con un ritardo tutto sommato contenuto rispetto alla scadenza naturale del triennio.
La partita normativa e le indicazioni dell’atto di indirizzo
Se la parte economica potrebbe quindi essere incassata a breve, il capitolo normativo si preannuncia più complesso e ricco di implicazioni. L’atto di indirizzo firmato dai ministri Zangrillo e Valditara, il documento che traccia le linee guida per la trattativa, contiene diversi spunti che andranno sviluppati nei prossimi mesi. Si parla, ad esempio, della possibilità di modulare gli stipendi in base a funzioni e formazione, superando il criterio quasi esclusivo dell’anzianità, e si aprono spiragli su misure di welfare che vadano oltre il semplice stipendio. Tra queste, la stipula di convenzioni con istituti di credito per offrire mutui agevolati al personale scolastico, ma anche sconti su biglietti ferroviari e aerei, una piccola rivoluzione che punta ad aumentare il benessere dei lavoratori senza gravare sulla parte fissa della retribuzione. Il negoziato, insomma, dopo il primo aprile entrerà nel vivo su questi terreni, con i sindacati pronti a discutere, e a battagliare, per definire i nuovi istituti contrattuali che regoleranno la vita professionale di milioni di dipendenti pubblici nei prossimi anni.




