La Russia lancia un missile balistico intercontinentale su Dnipro

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nelle prime ore di giovedì 21 novembre, la città di Dnipro, situata nell'Ucraina centrale, è stata colpita da un missile balistico intercontinentale (ICBM) lanciato dalla regione russa di Astrakhan. Questo attacco, che ha visto l'impiego di un'arma concepita per l'apocalisse nucleare, rappresenta un evento senza precedenti nel conflitto in corso. Secondo le autorità ucraine, il missile, dotato di sei testate non nucleari, ha raggiunto tutti i suoi obiettivi, causando danni significativi.

L'aeronautica militare di Kiev ha riferito che, oltre all'ICBM, sono stati lanciati anche un missile aerobalistico Kh-47M2 "Kinzhal" e sette missili da crociera Kh-101. Le immagini dell'attacco mostrano la notte squarciata da una catena di bagliori colossali, simili a ondate pulsanti di luce, seguite da grappoli di scie che solcano l'orizzonte e si schiantano al suolo con esplosioni. Questo attacco massiccio ha colpito soprattutto la città di Dnipro, causando un notevole impatto sulla popolazione e sulle infrastrutture locali.

L'uso di un missile balistico intercontinentale in un contesto di guerra convenzionale solleva molteplici interrogativi sulla strategia militare russa e sulle implicazioni future di tali azioni. Gli ICBM, con una gittata superiore ai 5.500 chilometri e la capacità di trasportare più testate contemporaneamente, rappresentano una delle armi più letali e devastanti a disposizione delle forze armate. La loro velocità estrema e la precisione con cui possono colpire obiettivi lontani li rendono strumenti di distruzione di massa, il cui impiego in un conflitto regionale segna un'escalation significativa.

Le autorità ucraine stanno attualmente valutando l'entità dei danni e le possibili risposte a questo attacco. La situazione rimane tesa, con il rischio di ulteriori escalation che potrebbero coinvolgere altre città e regioni dell'Ucraina.

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