Mulè e la Palestina: la polemica con Telese riaccende il dibattito, mentre Netanyahu rischia l'arresto

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Giorgio Mulè, intervenendo in studio durante un confronto con Stefano Feltri, ha sollevato polemiche affermando che la Palestina "non ha un popolo", scatenando una replica decisa da parte del giornalista. La discussione, accesa e senza sconti, si è poi allargata alla possibile visita in Italia del premier israeliano Benjamin Netanyahu, sulla quale pesa il mandato di arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale. "Se Netanyahu viene in Italia, lo arresteremo come chiesto dalla CPI", ha dichiarato Feltri, mentre Mulè ha espresso scetticismo: "Secondo me no".

Intanto, Hani Gaber, console rappresentante per il Nord Italia dell'Autorità Nazionale Palestinese, ha rilanciato l'appello al riconoscimento dello Stato di Palestina, definendo "uno shock" l'approvazione da parte di Israele del piano di occupazione di Gaza. "Ci sarà altra sofferenza", ha aggiunto, sottolineando l'urgenza di un intervento della comunità internazionale.

Il tema del riconoscimento dello Stato palestinese sta guadagnando terreno a livello globale, con Canada, Francia, Regno Unito, Spagna e Norvegia che hanno già annunciato l'intenzione di sostenerlo alla prossima Assemblea Generale dell'ONU. A queste si sono aggiunte Australia, Nuova Zelanda, Irlanda e Slovenia, mentre la Germania, pur mantenendo cautela, ha ammesso che il processo negoziale per una soluzione a due Stati "deve cominciare ora".

Parallelamente, in Italia, la partita di calcio tra Italia e Israele prevista per il 14 ottobre è diventata oggetto di contestazione. Laura Boldrini, deputata del Partito Democratico, ha chiesto la cancellazione dell'incontro e l'esclusione di Israele dalle competizioni sportive internazionali, accusando il governo Netanyahu di "genocidio" a Gaza.

Sullo sfondo, il ponte sullo stretto di Messina torna al centro delle critiche. Mario Tozzi, geologo e divulgatore, ha espresso forti perplessità sulla fattibilità dell'opera, mettendo in dubbio la solidità dei presupposti tecnici e ambientali. Le sue osservazioni, riportate nel programma La scatola magica di Cecilia Di Lieto, alimentano un dibattito che sembra lontano dall'esaurirsi.

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