Bentley Continental GT S, l'ibrido plug-in da 680 cavalli che scrive un nuovo capitolo della gran turismo

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Lo spirito delle Supersports, quelle edizioni a tiratura limitata che hanno segnato la storia della casa di Crewe, viene riaccolto nella gamma di serie. È questa l'essenza delle nuove Bentley Continental GT S e Convertible S, che si collocano, con un passo deciso, tra i modelli d'ingresso e le più lussuose ed estreme Azure e Speed. Un passo che si misura soprattutto in cavalli e newtonmetri, poiché il sistema ibrido plug-in, ormai elemento portante della strategia del costruttore, conferisce a queste versioni un incremento di potenza e coppia di notevole entità. Si parla, infatti, di 130 cavalli e 160 newtonmetri in più rispetto alla generazione precedente, la quale si affidava al celebre motore W12. Un salto tecnologico che porta il propulsore V8 da 4 litri biturbo, supportato dal modulo elettrico, a erogare complessivamente 680 cavalli e 930 newtonmetri, cifre che, secondo quanto dichiarato dalla casa, superano le prestazioni della passata GT S con l'unità a dodici cilindri.

La filosofia della guida al centro del progetto

L'operazione, lungi dall'essere un mero restyling o un semplice aggiornamento tecnico, risponde a un'esigenza precisa della clientela, sempre più attenta non solo al lusso e alla presenza, ma anche al puro piacere di guida. La nuova GT S, ispirata apertamente dalla versione più performante, la Speed, traduce questa filosofia in soluzioni ingegneristiche mirate. L'assetto, per esempio, è stato affinato attraverso i controlli elettronici sulla trazione, le quattro ruote sterzanti e una regolazione degli ammortizzatori a doppia valvola, tutti interventi che contribuiscono a rendere la vettura più reattiva e precisa, pur mantenendo il confort tipico di una gran turismo. Si tratta di un lavoro di affinamento che coinvolge l'intera meccanica, con l'obiettivo di offrire un'esperienza di guida più coinvolgente e caratterizzata.

Il tramonto del "compromesso ecologico"

L'adozione della tecnologia ibrida plug-in segna, in questa specifica applicazione, un punto di svolta culturale. Il cosiddetto "compromesso ecologico", ovvero l'idea che una maggiore sostenibilità debba necessariamente corrispondere a una riduzione delle prestazioni o del carattere, viene qui definitivamente superato. L'integrazione del modulo elettrico non soltanto contribuisce a ridurre le emissioni in determinati cicli di guida, ma diventa parte integrante della strategia per incrementare le prestazioni, fornendo una risposta immediata e una coppia supplementare. Questo approccio dimostra come l'evoluzione tecnologica possa essere indirizzata verso il potenziamento delle sensazioni al volante, senza che il guidatore percepisca una frattura tra il passato, dominato dai grandi motori a combustione, e un futuro sempre più elettrificato.

Un'eredità che guarda al futuro

Le nuove GT S e GTC S rappresentano quindi un anello di congiunzione fondamentale. Da un lato, raccolgono l'eredità sportiva delle edizioni più esclusive del passato, riproponendone la filosofia in una vettura di serie. Dall'altro, si proiettano con decisione verso il futuro, utilizzando l'architettura ibrida come leva per raggiungere livelli di performance inediti per questa tipologia di modello. La piattaforma della Continental di quarta generazione viene così sfruttata al massimo, aggiornata con le tecnologie più recenti sviluppate a Crewe. Il risultato è una proposta che unisce il lusso artigianale, cifra stilistica irrinunciabile del marchio, a una sportività che non si limita all'estetica, ma che viene declinata in ogni aspetto dinamico della vettura, riscrivendo così le regole della gran turismo contemporanea.

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