Incendio a Cuorgnè, muore l'anziano ustionato. L'esplosione di una bombola devasta un appartamento
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Redazione Interno
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Un'esplosione improvvisa, scaturita all'alba in un appartamento di via Trione, ha ridotto in cenere la quiete mattutina di Cuorgnè, trasformando un'abitazione familiare in un teatro di devastazione. Le fiamme, che hanno trovato facile alimento nel gas rilasciato, si sono propagate con una violenza tale da costringere i soccorsi, giunti sul posto poco dopo le sette, a operare in condizioni di estrema difficoltà, mentre il fitto fumo nero offuscava la vista e rendeva l'aria irrespirabile. L'incidente, che ha sconvolto il condominio e l'intero quartiere, ha visto il pronto intervento degli equipaggi del 118 di Azienda Zero, i quali hanno dovuto evacuare i piani limitrofi e domare le fiamme prima di poter accedere ai tre feriti, tutti membri della stessa famiglia.
La dinamica del rogo e il salvataggio
Secondo quanto è emerso dalle prime e ancora frammentarie indagini dei vigili del fuoco, alla base della tragedia vi sarebbe l'esplosione di una bombola di gas, posizionata all'interno della cucina, la cui deflagrazione ha innescato un incendio rapidissimo. La forza dello scoppio, che ha divelto infissi e arredi, ha reso l'appartamento quasi irriconoscibile, lasciando solo cumuli di macerie annerite e un odore acre di bruciato che persisteva a lungo nell'atrio del palazzo. Gli operatori sanitari, raggiunti i feriti, hanno constatato subito la gravità delle condizioni dell'uomo più anziano, il cui presentava estese ustioni, mentre le due donne, seppur in stato di shock e con evidenti segni di intossicazione da fumo, apparivano coscienti.
Il trasporto d'urgenza e la battaglia in ospedale
L'uomo di 76 anni, le cui ferite coprivano circa l'ottanta per cento della superficie rea, è stato immediatamente stabilizzato e trasportato in codice rosso verso il Centro Traumatologico Ortopedico di Torino, una struttura di riferimento per la gravi ustioni, dove un'équipe specializzata lo attendeva già in sala operatoria. Il volto della moglie, di 73 anni, e quello della figlia, di 37, riflettevano invece il terrore di quanto accaduto mentre venivano accompagnate, in condizioni meno critiche ma comunque da monitorare con attenzione, all'ospedale di Cuorgnè per le prime cure e l'osservazione clinica. La differenza nella destinazione dei ricoveri sottolineava, in maniera crudele, l'entità diversa del trauma subito dai tre coinvolti.
L'aggravarsi delle condizioni e l'esito fatale
Nonostante gli sforzi profusi dai medici torinesi, che per ore hanno combattuto per stabilizzare le funzioni vitali del paziente più grave, le sue condizioni sono andate incontro a un irreversibile peggioramento nel corso della giornata. Le ustioni, troppo estese e profonde, hanno infatti compromesso in maniera letale l'organismo, portando al decesso dello stesso nel primo pomeriggio. La notizia della morte, che ha spento ogni flebile speranza, ha gettato nel lutto i familiari e i conoscenti, i quali attendevano notizie in ospedale, mentre gli investigatori avviavano i rilievi per accertare con precisione le cause tecniche dell'esplosione, esaminando i resti della bombola e dell'impianto.




