Trump abolisce l'esenzione "de minimis", dazi anche sui pacchi sotto gli 800 dollari
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Redazione Esteri
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A partire dalla mezzanotte del 29 agosto, ora della costa orientale, è ufficialmente terminata un'era per le importazioni statunitensi. L'amministrazione Trump ha infatti abolito la storica esenzione doganale, nota come "de minimis", che per anni aveva permesso l'ingresso negli Stati Uniti di pacchi di valore inferiore a 800 dollari senza l'applicazione di alcun dazio. La nuova politica, che rientra in un più ampio pacchetto di revisione delle imposte commerciali, impone ora che ogni singola spedizione commerciale, anche la più modesta, sia assoggettata a tassazione all'arrivo nel Paese.
La misura, il cui impatto è immediato, colpisce in modo trasversale un vastissimo ecosistema di importazioni, sebbene sia mirata principalmente a contrastare il predominio dei rivenditori online cinesi. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non tutto ciò che viaggia in un pacco sarà però tassato. Un'importante eccezione, infatti, salva i supporti fisici considerati "media informativi", categoria sotto la quale ricadono libri, cd e vinili, mentre i prodotti digitali, per loro natura, ne sono esclusi.
Le conseguenze operative sono già tangibili. Per gestire la transizione, è stato previsto un periodo di assestamento della durata di sei mesi durante il quale i mittenti avranno la possibilità di optare per il pagamento di una tariffa forfettaria, il cui importo oscilla tra gli 80 e i 200 dollari per pacco, variabile a seconda della nazione di provenienza. Una stangata che ha già indotto ventisei Paesi, con il Messico come ultimo arrivato, a sospendere del tutto le spedizioni postali dirette verso gli Stati Uniti per evitare complicazioni burocratiche e costi eccessivi.




